Bassolino condannato a risarcire 3 milioni per i rifiuti di Napoli

La Corte dei conti accusa il presidente campano: s’inventò un call center per assumere 100 persone

da Roma

«Napoli non subirà il raddoppio della tassa sui rifiuti», ha annunciato ieri il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio a conclusione del consiglio dei ministri. Ma subirà un «raddoppio» del commissario.
Sono queste le due soluzioni del governo per arginare l’emergenza immondizia in Campania. Soluzioni tampone: l’inceneritore di Acerra non sarà pronto prima della fine del 2008, le periferie di Napoli stanno sprofondando sotto le montagne di spazzatura e a Giugliano ieri ci sono stati momenti di tensione tra manifestanti forze dell’ordine davanti al sito di stoccaggio delle ecoballe di Taverna del Re. Ma non si interviene su questo. Il primo provvedimento di palazzo Chigi ieri è stato infatti lo sdoppiamento di funzioni del commissario addetto all’emergenza rifiuti.
Di commissari ne ha visti tanti la Campania in questi anni. Tutta la storia della spazzatura a Napoli e dintorni è sempre stata legata infatti a un vorticoso cambio di responsabili dell’emergenza. E proprio nel ruolo di ex commissario è ora accusato dalla Corte dei Conti il governatore Antonio Bassolino. Commissario fino al 2004, Bassolino, scrivono i giudici contabili nella loro sentenza, deve ora risarcire 3 milioni e 200mila euro alla Regione per la creazione di un «call center ambientale» con 100 dipendenti, lavoratori socialmente utili, al costo di 4 milioni di euro. I fatti si riferiscono al 2001.
Per la sezione regionale della Corte, Bassolino avrebbe travalicato le proprie competenze di commissario.
La sentenza di condanna si basa su un rapporto della ragioneria generale del ministero dell’Economia in cui era spiegato che le risorse pubbliche dovevano essere destinate dal commissario esclusivamente «all’imminente superamento della fase emergenziale nello smaltimento dei rifiuti». I magistrati contabili avrebbero anche verificato che il Call center svolgeva poche telefonate al giorno ed era sconosciuto agli operatori. Il legale di Bassolino, Felice Laudadio, ha presentato appello: «Siamo sereni - annuncia - la condotta del Commissario è stata conforme ai dettami di legge».
Sono passati sei anni da quella difficile gestione, ma intanto a Roma si raddoppiano i commissari. Al posto del dimissionario (per scadenza del mandato) prefetto di Napoli Alessandro Pansa, il consiglio dei ministri ha nominato ieri due «reggenti» per l’emergenza rifiuti. Ci sarà il commissario gestore, nella figura del prefetto Umberto Cimmino, a cui verrà affiancato a breve il commissario liquidatore. Cimmino dovrà «affiancare gli enti locali - ha spiegato il ministro Amato - ai quali torneranno le attribuzioni che avevano». Il «liquidatore» verrà nominato nei prossimi giorni e avrà il compito di «liquidare tutte le partite finanziarie accumulatesi negli anni».
In quattordici mesi, con la nuova coppia gestore-liquidatore, si arriva così al quinto commissario per l’emergenza rifiuti in Campania dopo Corrado Catenacci, Guido Bertolaso e Pansa. Il consiglio dei ministri ha poi formalmente prorogato l’emergenza rifiuti «fino al 30 novembre 2008» e ha allineato la Campania al resto d’Italia, bloccando l’aumento previsto sulla tassa di smaltimento da un decreto di Bertolaso della scorsa estate.
«Il governo sta giocando con il fuoco - avverte il coordinatore di An per la Campania, Mario Landolfi - la situazione è insostenibile sotto il profilo ambientale e dell’ordine pubblico».
(Ha collaborato Carmine Spadafora)