Bassolino sfida i vertici ds ma poi fa retromarcia

Nostro inviato a Napoli

«Quando si affrontano questioni delicate sulle quali la sensibilità dell'opinione pubblica è forte, è doveroso essere molto rigorosi, altrimenti si crea confusione, si mettono assieme cose diverse tra loro e c'è il rischio del polverone. E il polverone sulla questione morale è e sarebbe inaccettabile». Parole e puntualizzazioni di Antonio Bassolino, governatore della Campania che, offesosi per i rimbrotti di Salvi, Mussi e persino di un padre nobile della sinistra come Giorgio Napolitano, che lo avevano invitato a dare un freno agli sprechi di denaro pubblico, si era ritirato sull’Aventino meditando sul da farsi. Ieri, in assoluta coincidenza con l’elezione, imposta da lui medesimo, di una sua fedelissima, Maria Fortuna Incostante, alla segreteria provinciale dei Ds napoletani, ha invece rotto il silenzio passando al contrattacco per poi però rientrare nei ranghi subito dopo una «lunga telefonata» con il segretario Ds, Piero Fassino.«Piena intesa nel battersi per le istituzioni ispirata a sobrietà, rigore, trasparenza e correttezza», hanno convenuto entrambi.
Ma Bassolino prima del «chiarimento» con il leader Ds, aveva sfidato apertamente i vertici del partito. A chi gli aveva contestato,al pari di altri presidenti di regioni del centrosinistra, la proliferazione di consulenze e commissioni, Bassolino, aveva risposto punto su punto ai rilievi. Snocciolando dati che dimostrerebbero come riguardo a dirigenti e consulenze, nei cinque anni della sua gestione si sia andati semmai in controtendenza. Per Bassolino il tema nel Consiglio nazionale della Quercia è stato trattato con leggerezza. «Mi è sembrato francamente ingiusto - è stato lo sfogo - verso tutti i presidenti di regione e bisogna stare attenti che dietro non ci sia anche un riflesso centralistico». Per Bassolino è giusto «affrontare i problemi del funzionamento del sistema politico italiano, dei costi e della nomine, ma va fatto in modo giusto e serio. Se lo facciamo in modo leggero come a me è apparso sia stato fatto nel Consiglio nazionale, allora - ha sottolineato - non si dà il contributo giusto, mentre invece nessuno vuole sottrarsi alle discussioni e penso che tutti i presidenti delle regioni e tutti i sindaci e i presidenti di provincia sono pronti a partecipare alla discussione e a riflettere».
Insomma, per il governatore gli inviti al rigore possono essere anche giusti, ma ha avvertito: «Va fatto bene perché è paradossale che nel momento in cui il centrodestra è squassato da tanti problemi, in Consiglio nazionale si sia riusciti a far diventare un tema centrale un argomento affrontato mettendo assieme in alcuni interventi questioni molto diverse». Concludendo Bassolino non ha disdegnato un paragone gastronomico: «Il segretario del partito e tanti hanno cercato di fare in modo di riportare su un terreno giusto la cosa, ma la frittata era stata fatta, ora bisogna rimettere insieme le uova». Tornando all’elezione di Maria Fortuna Incostante alla segreteria provinciale dei Ds, occorre dire che è arrivata dopo una battaglia durata sei mesi. Uno stallo dovuto alla frattura fra i bassoliniani doc e la minoranza che, vicina ai vertici nazionali del partito, avrebbe voluto portare il vento del rinnovamento a Napoli.