Bassora addio, i soldati inglesi fanno dietrofront

da Londra

Gli ultimi uomini se ne sono andati verso le quattro e trenta del mattino, completando così un’operazione iniziata nella notte di domenica. Le truppe britanniche hanno lasciato ieri la città di Bassora, nell’Irak meridionale, per affidarne in ottobre il controllo totale alle forze di sicurezza nazionale. I soldati e i mezzi militari che fino a quel momento occupavano uno degli ex palazzi residenziali di Saddam si sono spostati poco fuori città, a circa 20 chilometri di distanza, nei pressi dell’aeroporto cittadino che rimarrà quindi l’ultima base in Irak dell’esercito di sua Maestà. Nel palazzo, dal 2003 fino a ieri, erano dislocati 550 dei 5.500 uomini che il Regno Unito ha schierato nell’Irak del sud. Se ci si limita a guardare i numeri quindi, la mossa potrebbe non colpire più di tanto, ma secondo gli esperti della Difesa londinesi citati dalla Bbc e dal Times si tratta invece di un ritiro con un «alto valore simbolico», forse preludio della ritirata definitiva entro pochi mesi. «L’uscita dalla città delle nostre truppe non è una sconfitta - ha però voluto sottolineare ieri il primo ministro inglese Gordon Brown - si è trattato di un’operazione pianificata e organizzata da lungo tempo e i nostri uomini manterranno un ruolo di supervisori».
In termini pratici questo significa che i soldati inglesi non potranno intervenire a meno che il loro supporto non venga direttamente richiesto dalle autorità irachene. Saranno però sempre a disposizione per addestrare e consigliare le forze di polizia locale. In un’intervista radiofonica alla Bbc il premier Brown ha spiegato che il numero dei soldati in Iraq rimarrà più o meno lo stesso e, se necessario, i britannici sono pronti a ritornare. L’obiettivo inglese è però in questo momento «continuare a trasferire i poteri al popolo iracheno e alla comunità internazionale, come già abbiamo promesso in numerose occasioni». Secondo quanto riportato dal portavoce delle forze armate a Bassora, il maggiore Mike Shearer, le operazioni di ritiro sono proseguite senza gravi incidenti e adesso sono le truppe irachene a controllare il palazzo di Saddam. Secondo il leader del partito d’opposizione liberaldemocratico sir Menzies Campbell, l’operazione di ieri segna la fine del ruolo delle forze britanniche in Irak: «Significa ammettere che la nostra azione portata avanti dalla base di Bassora a lungo termine non ha funzionato - ha detto Campbell - vedo questo ritiro come un passo necessario verso un abbandono definitivo nell’interesse dei nostri uomini». Dal maggio scorso fino ad ora gli attacchi contro i militari inglesi da parte degli insorti si erano moltiplicati e soltanto a Bassora sono rimasti uccisi 22 soldati. Perplessità riguardo all’operazione sono invece giunte da parte degli americani, preoccupati che la ritirata britannica da Bassora comprometta definitivamente una situazione già molto critica. Il generale statunitense Jack Keane ha detto alla Bbc di essere convinto che la polizia irachena non sia affatto in grado di tenere sotto controllo la città e ha espresso la propria «frustrazione» per l’operazione decisa dagli alleati.