«Basta aggressioni, vigili urbani in metrò»

Un nucleo di ghisa che viaggi sui treni del metrò per garantire più sicurezza. Sia per i passeggeri sia per dipendenti dell’Atm. A lanciare la proposta è la Lega Nord che ieri, dopo l’aggressione del controllore da parte di un senegalese clandestino, ha depositato una mozione in aula. Tutti, dal Pdl al centrosinistra, hanno già sottoscritto il documento del Carroccio e chiedono maggiori garanzie sulla sicurezza di chi viaggia e di chi lavora. «La stessa mozione, già presentata nella scorsa primavera - sottolinea il capogruppo lumbard Matteo Salvini - aveva già avuto il via libera del comandante della polizia locale e dei vertici della stessa Atm. Ora ci auguriamo che il sindaco e la giunta adottino immediatamente un provvedimento atteso da tutti i lavoratori e dai fruitori della metropolitana milanese».
Non mancano le polemiche. È l’ex vicesindaco Riccardo De Corato a chiedere alla nuova giunta di «dare il compito, come era sino a maggio scorso, ai vigili del nucleo Tutela Trasporto Pubblico di identificare i clandestini che viaggiano sulle linee metropolitane e di superficie, e procedere al loro fermo». L’accusa è pesante: «Da quando si è insediata la nuova giunta, questo compito non rientra più nelle finalità per cui nacque, sotto la ex giunta Moratti, come del resto più volte dichiarato dallo stesso Granelli». Come a dire che la nuova squadra chiude un occhio sui clandestini. L’assessore alla Sicurezza Marco Granelli assicura che sui treni è al lavoro il nucleo di tutela del trasporto pubblico della polizia locale composto da 27 agenti e tre ufficiali. «Non è stato smantellato, l’ho lasciato così come l’ho trovato» risponde a chi ha ipotizzato un’eliminazione della squadra.
Numerosi i commenti alla vicenda di ieri. Bipartisan. Il mondo della politica punta il dito contro comportamenti tanto violenti e ingiustificati. L’assessore comunale alla Mobilità Pierfrancesco Maran dice di essere «molto dispiaciuto» e considera «inaccettabile» l’aggressione di Gessate. Messaggi di solidarietà alla famiglia del controllore anche da parte dell’assessore lombardo alla Sicurezza Romano La Russa. «Si è trattato di un atto vile, che non possiamo sopportare - spiega La Russa - ma che, soprattutto, non si deve ripetere. È impossibile anche solo pensare che una persona possa rischiare la vita perché è solerte nello svolgere il proprio lavoro. Faremo tutto quanto nelle nostre possibilità, perché episodi del genere non si ripetano in nessuna stazione della rete metropolitana urbana ed extraurbana». Prendendo spunto dall’aggressione, la Regione ribadisce al Comune di Milano e ad Atm la necessità di non abbassare la guardia per nessun motivo. «Forse - conclude La Russa - sarebbe bene riconsiderare la decisione dell’assessore del Comune di Milano Maran di sospendere l’affiancamento di agenti di Polizia locale ai controllori dell’Atm».
Il segretario provinciale e deputato della Lega Nord Marco Rondini lancia un appello al governo perché prenda in mano la situazione dei clandestini. «Esprimo la mia piena solidarietà unita all’augurio di pronta guarigione al capostazione dell’Atm. Quanto successo testimonia che non possiamo assolutamente abbassare la guardia di fronte al fenomeno dell’immigrazione clandestina. Mi auguro che il nuovo Governa intenda proseguire sulla linea di rigore portata avanti dal precedente esecutivo al fine di scongiurare il pericolo di una riproposizione di quanto già vissuto negli anni del governo Prodi».