«Basta ai veti Fiom Fincantieri in Borsa»

Non c’è più spazio, né tempo, per discussioni inutili e veti sindacali (leggi Fiom). Fincantieri deve andare in Borsa subito. È in gioco il suo futuro e quello di 30mila famiglie. L’allarme arriva da Giuseppe Bono, ad di Fincantieri, presente il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, durante la cerimonia di consegna della nave Eurodam alla compagnia olandese Holland America Line (gruppo Carnival). «Non soddisfatti dei risultati già raggiunti - ha detto Bono - abbiamo impostato un piano industriale che avrebbe consentito di sviluppare il business dell’azienda. Per finanziare questo piano abbiamo chiesto un aumento di capitale e per non gravare sull’azionista pubblico, che avrebbe tra l’altro difficoltà nell’ambito Ue, abbiamo prospettato la possibilità di reperire sul mercato le risorse necessarie. Il nostro portafoglio ordini ha raggiunto alla fine dello scorso anno i 12 miliardi e assicura la piena saturazione delle strutture produttive per il prossimo triennio. Il capitolo Borsa è fermo per l’opposizione di una parte del sindacato, che è riuscito a bloccare le decisioni del governo. Le motivazioni di tale veto sono pretestuose». Da parte sua Maurizio Sacconi ha sottolineato che è stato «colpevole rimandare la quotazione». «Incomprensibili anche i comportamenti delle istituzioni che accettano il veto di componenti che hanno visioni particolari e corporative. La quotazione, che si farà presto, consentirà significativi investimenti», ha concluso Sacconi.