Basta un bicchiere per perdere la patente

Tutti uniti, almeno contro i killer della strada. Contro le stragi quotidiane, contro quella sorta di senso di impunità che trasforma le strade in cimiteri bagnati di sangue.
Destra e sinistra, per una volta smettono di litigare. Anzi fanno quadrato. È bipartisan, ma soprattutto draconiana la nuova proposta di legge che prevede un forte inasprimento delle pene per chi beve e si mette al volante. Se approvata, sarà sufficiente un tasso alcolemico anche dello 0,2 per cento per vedersi ritirare la patente. Un caffè ristretto e corretto ed eccoti fuori legge.
Accade così, di fronte alle tante, troppe stragi quotidiane che una proposta presentata in origine dal Pd trovi come relatore uno del Pdl. Nella fattispecie Silvano Moffa. Il provvedimento - che dovrebbe essere varato entro fine gennaio, secondo quanto riferito dal presidente della commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci - prevede un inasprimento della sanzione con la sospensione della patente inizialmente di 6 mesi, che viene aumentata in caso di recidiva e che può arrivare fino al ritiro. Il sostanziale divieto di guida per chi assume alcolici potrebbe però essere valutato solo per alcune fasce d’età. Quelle dei più giovani, per intendersi. Non l’unica novità. Il sottosegretario Carlo Giovanardi chiede, infatti, lo stop alla somministrazione di alcol alle due del mattino e il divieto di vendita di bottiglie dalle 22 alle 6.
I numeri parlano da soli. «L’80% degli incidenti del fine settimana sono correlati all’uso di sostanze alteranti, droga o alcol. Questi impatti lasciano dietro una scia di morte o feriti gravissimi», spiega il capo del dipartimento Antidroga della presidenza del Consiglio, Giovanni Serpelloni. Il primo, ad auspicare l’annunciato giro di vite.
L’anno scorso le vittime di incidenti sulle nostre strade sono state 5.131. Cinquecento più della Francia; 1.300 più della Spagna; oltre 2000 più del Regno Unito; 180 in più della Germania che ha però 80 milioni di abitanti a fronte dei nostri 59 milioni.
«Nella stragrande maggioranza degli Stati nel mondo è pari a zero il tasso di alcol che dev’essere presente nel corpo per poter guidare un’auto», precisa Serpelloni. «La tolleranza zero per chi guida in stato alcolemico deve valere per tutti, ma non solo per i giovani o per determinate fasce di età. È una questione che riguarda tutti fino a oltre 65 anni».
Tra Verona e provincia da un anno sono partiti controlli a campione, con tanto di medici affiancati alle forze dell’ordine. Un progetto, pilota coordinato da Serpelloni e che dovrebbe estendersi a tutta Italia. I numeri sono sconfortanti: su mille automobilisti fermati, soprattutto in fasce orarie notturne e nei fine settimana, il 45 per cento è risultato positivo ad alcol, droghe, se non a entrambe le sostanze. Un bollettino di guerra che trova conferma anche nelle statistiche dell’ospedale Niguarda di Milano: tra marzo e settembre 2008, la metà dei guidatori coinvolti in incidenti è risultato positivo all’etilometro o al test per le droghe. Esattamente come nel caso di Cesano Maderno (Milano), dove un ventenne alticcio ha falciato una comitiva di gitanti, uccidendo sul colpo un sessantenne. Ieri uno dei feriti, Salvatore Giove, 56 anni, infermiere dell’ospedale San Raffaele di Milano, è morto dopo ventiquattro ore d’agonia. Sua moglie è invece ricoverata in gravi condizioni.
L’accusa per Francesco Milani, per ora è solo quella di omicidio colposo. E non volontario, come vorrebbe il «buonsenso» della giustizia. Non solo aveva bevuto, il ragazzo. Nella sua Bmw i carabinieri hanno trovato anche un grammo di droga.