"Basta bugie sulla riforma Gelmini" Scatta l’operazione verità del Pdl

Assemblee all’università Statale e raccolte di firme contro l’occupazione Al liceo Bottoni &quot;gruppi di controllo&quot; sulla propaganda della sinistra. Studenti di centrodestra e di Cl contrari al blocco delle lezioni dei collettivi di sinistra<br />

«Basta bugie, ora vogliamo la verità». Finora gli studenti di centrodestra sono stati zitti. Hanno scosso la testa davanti ai cortei - uno al giorno - dei collettivi, ai fumogeni, agli scontri con le forze dell’ordine, agli slogan «inventati». Adesso non ce la fanno più e scendono in campo per difendere la riforma Gelmini. «Le manifestazioni della sinistra - contestano - sono organizzate sulla base di falsità belle e buone».
E allora ecco che Azione universitaria ha indetto per oggi pomeriggio un’assemblea studentesca alla Statale. La stessa Statale occupata dai collettivi e tappezzata di striscioni anti decreto. «Vogliamo denunciare la strumentalità delle proteste della sinistra» spiega Carlo Armeni, presidente di Azione universitaria. E allora parlano di «tagli agli sprechi» e non di «tagli ai fondi». Smentiscono la presunta «privatizzazione» dell’università pubblica «anche in caso di trasformazione in fondazione». Mercoledì anche gli studenti di Forza Italia daranno vita all’«operazione verità» e, con decreto alla mano, spoglieranno la legge da ogni fraintendimento, da ogni strumentalizzazione politica. Oggi i ciellini di Obbiettivo Studenti hanno indetto una raccolta di firme contro le occupazioni e contro il blocco della didattica.
Idem nelle scuole superiori. Per i licei di Milano si preannuncia una settimana calda, tra occupazioni, picchetti e autogestioni. I ragazzi di centrodestra faranno la loro parte, cercando di correggere le «interpretazioni un po’ troppo soggettive dei collettivi». Si comincia oggi all’istituto Bottoni, durante l’assemblea voluta dai collettivi. «Abbiamo studiato il decreto nel dettaglio - spiega Andrea Rabolini di Forza Italia - e ci siamo organizzati in veri e propri gruppi di controllo contro la propaganda sbagliata». La stessa operazione sarà replicata in vari licei. «La sinistra urla da dietro i megafoni - spiegano i giovani di centrodestra - e ora tutti considerano veri certi luoghi comuni del tutto fasulli. Vorremmo che tutti, prima di parlare per slogan, leggessero il decreto». Forza Italia e An, con banchetti e assemblee, sperano di dar vita a un confronto «civile e democratico». Sotto sotto però temono qualche diverbio di troppo con i colleghi di sinistra, gli stessi che per difendere i diritti degli studenti hanno usato le maniere forti bruciando il decreto, imbrattando mezza Milano e perfino cercando di occupare i binari della stazione Cadorna. «Loro dialogano così».
La settimana si preannuncia di fuoco. Autogestione al classico Omero, che quest’anno ha fatto da apripista, occupazione al classico Manzoni, agli artistici Boccioni e Caravaggio, al tecnico Besta, al’Itsos Steiner e Conti. Ancora lezioni in piazza per l’università: oggi pomeriggio gli studenti di Brera saranno in piazza Cadorna, quelli di Scienze politiche in piazza San Babila, aperitivo eco-solidale nel cortile di via Conservatorio. Ci saranno assemblee in piazza Leonardo da Vinci, di fronte al Politecnico, e alla Bicocca. Insomma, sarà la settimana della resa dei conti: mentre a Roma il decreto sta per essere trasformato effettivamente in legge, a Milano ognuno dirà la sua, pro o contro. Si spera senza alzare la voce e senza staccare gli striscioni di chi la pensa in modo diverso.