Basta che adesso non faccia marcia indietro

Che Riccò confessi d'essere dopato non è una notizia: è solo una banalissima conferma. Che sia un dopato l'hanno già ampiamente dimostrato i laboratori francesi, in pieno Tour. È pur vero che nel ciclismo malavitoso, come in tutte le consorterie veramente malavitose, ha sempre imperato un solo dogma: negare tutto, negare sempre. Negare persino d'essere nati. Ma in questo caso, Riccò ha fortunatamente capito che negando sarebbe finito dritto verso la radiazione.
Saggiamente, o saggiamente consigliato, eccolo allora scegliere la strada della convenienza. Sul pentimento vero e sincero, sul bagno di sangue interiore, non spenderei molte parole: auguro a Riccò che sia davvero così, ma soltanto lui sa se è così. Dal di fuori, inutile coltivare l'idillio. Molto più realistico pensare al calcolato mercato del «do ut des»: incastrando colleghi, medici, fornitori, il pentito porta a casa un corposo sconto. Con una buona confessione, capace che ce lo ritroviamo in corsa già tra un anno, massimo un anno e mezzo. Non male. Per un giovane di 24 anni, questa Hiroshima che ha rigettato il ciclismo nel fango a livello mondiale si risolverebbe in uno spiacevole incidente di percorso. Non è bello, per quanto mi riguarda resto dell'idea che in questi periodi di emergenza totale la tolleranza zero, con relativa radiazione, resti l'unica strada possibile. Ma stando alle regole d'oggi, tanto vale giocare al mercato del pesce: tot nomi, tot mesi di sconto. Da questo punto di vista, la soddisfazione che trapela dal Coni lascia chiaramente intuire che presto ci saranno altre novità. Altri nomi, altri impallinati. Indiscutibilmente, sarebbe un risultato. Diciamo pure una svolta epocale, per l'Italia.
Nell'attesa di quantificare meglio l'entità dell'affare concluso al mercato del pesce, l'unica cosa che tutti quanti vorremmo evitarci è il film già visto del giorno dopo, con un Riccò o un suo avvocato che se ne escono smentendo tutto, al grido «mi sono assunto le mie responsabilità, ma non ho indicato altri nomi perché ho fatto tutto da solo». Se così succede, Riccò va levato di torno una volta per tutte. Data la mole dei danni combinati, meglio che vada a combinarli altrove.