Basta, chiudiamo questi ospedali

Un altro tragico caso di malsanità, l'ennesimo, in Calabria. Una tragica fatalità, si dirà, ma resta il fatto che fra gravi e meno gravi, di simili fatalità se ne sono registrate in Calabria a dozzine solo negli ultimi mesi e i più determinati dalla mancanza o dal pessimo stato delle strutture dei molti ospedali disseminati nella regione. Storia vecchia, alla quale nessuno sembra in grado di porre rimedio, quasi che l’insieme del servizio sanitario calabrese fosse ormai - come pare proprio essere - a tal punto malmesso da rendere impossibile restituirgli quel minimo di efficienza richiesta in un Paese che si dice civile. Non resta quindi che rendere il toro per le corna e declassare gli ospedali - salvo quei tre o quattro che ancora si possono chiamar tali - in centri di smistamento veloce.
A Mede, una cittadina della Lomellina, l'ospedale «San Martino» s’affaccia orgogliosamente su un bel viale alberato. Il personale è attento e preparato, la cortesia non fa difetto e così gli spazi. Ma il reparto più efficiente del nosocomio resta quello delle ambulanze. Questo perché il paziente che dovesse presentarsi al «San Martino» con un malanno poco più grave della frattura dell’alluce o della puntura d’una vespa, è immediatamente imbarcato su una delle ambulanze e trasferito a Pavia. Ho fatto questo esempio per averlo sott’occhio, ma credo proprio che non sia un caso isolato. E allora, visto che di chiuderli non se ne parla nemmeno, la Regione Calabria imiti quegli esempi e declassi a eliporto o a garage gli ospedali inefficienti. Per dirla meno brutalmente, li riduca a dei Pronto Soccorso, luogo di prime cure e base di partenza, nei casi più gravi, per ospedali che siano ospedali -qualcuno in Calabria c'è - e non sgangherati carrozzoni. Dalla gravità del caso oltre che dalla distanza e dalle condizioni della rete viaria, sarà il responsabile del traffico a stabilire se procedere con un trasferimento via terra o via aerea. Niente di più facile e niente di meno costoso: senza parlare del personale, quello che si risparmierebbe in attrezzature, presidi sanitari, armamentario medico chirurgico eccetera coprirebbe l'acquisto di dozzine di elicotteri e centinaia di ambulanze biturbo, E ne avanzerebbe un bel po', anche.
Per ultimo ma non da ultimo, ne guadagnerebbe il cittadino che, se residente in Calabria, varca oggi la soglia degli ospedali con lo stato d'animo di chi è sottoposto al supplizio della roulette russa.