«Basta col massacro del congiuntivo»: consiglieri comunali a scuola

L'ex sindaco di Licata (Agrigento) Angelo Rinascente ha chiesto l'istituzione di un corso di recupero per gli amministratori che fanno scempio della lingua italiana: «Strafalcioni meritevoli di una collana di barzellette»

L'iniziativa andrebbe estesa largo raggio. Sì, perché il massacro della lingua italiana e soprattutto dell'amato-odiato congiuntivo, croce e delizia della medesima, non viene consumato solo nei piccoli comuni ma anche in sfere ben più alte. Ma si sa, la siciliana Agrigento, dalla Magna Grecia a Pirandello e Leonardo Sciascia, è da sempre culla di cultura. E forse solo nell'agrigentino, a Licata per l'esattezza, poteva venire in mente, per il decoro delle istituzioni, di rimandare "a scuola" i consiglieri comunali che di congiuntivi e sintassi proprio non vogliono saperne, nè nelle esibizioni oratorie degli interventi d'Aula nè nelle molto più dolenti note scritte. L'idea è venuta all'ex sindaco di Licata, Angelo Rinascente, che da consigliere comunale eletto in una lista civica ha preso carta e penna e ha inviato una letterina al presidente del Consiglio comunale, Angelo Antonio Vincenti, chiedendogli di istituire un «corso di recupero del congiuntivo» destinato agli inquilini dell'aula consiliare. Rinascente, che è medico, ha addotto la necessità di «tutela dell'immagine» dell'amministrazione e spiega di avere preso l'iniziativa pure a seguito «di molte telefonate e richieste di cittadini stanchi di vedersi rappresentare da politici che fanno un uso improprio non solo della lingua italiana, ma anche dell'associazione di idee, con neologismi frutto della più sfrenata fantasia letteraria meritevole di essere raccolta e pubblicata in qualche collana di barzellette». Il consigliere omette, pietosamente, gli esempi più gustosi. Ma chiede con forza l'istituzione dei corsi di recupero «finalizzati al recupero del congiuntivo così pietosamente mortificato da chi fa costantemente scempio della lingua italiana». Corsi a costo zero per l'amministrazione comunale. Secondo Rinascente, infatti, pur di interrompere il genocidio del congiuntivo, «molti insegnanti di Licata si offrirebbero volontari per tale compito». Alea iacta est, il dado è tratto. Adesso sotto con l'organizzazione del corso. Sempre che i consiglieri licatesi, offesi, non si ribellino di fronte all'attentato alla loro "originalità" linguistica.