"Basta concerti in piazza, troppo degrado per il Duomo"

La Veneranda Fabbrica denuncia l’uso "improprio" degli spazi per manifestazioni di massa e spettacoli. "La cattedrale invece va salvaguardata"

Non si fermano le polemiche sul degrado del centro storico. Questa volta a parlare è Benigno Mörlin, direttore della Veneranda Fabbrica del Duomo, intervenuto ieri alla presentazione del restauro dei monumenti cinquecenteschi della cattedrale. «Il problema del degrado è legato soprattutto a un uso improprio degli spazi - commenta Mörlin -. Una piazza che ospita un monumento plurisecolare come il Duomo, simbolo per eccellenza della città oltre che del nostro patrimonio artistico, dovrebbe essere salvaguardata, invece che utilizzata per manifestazioni di massa e concerti rock. La Veneranda Fabbrica ha messo in piedi questo progetto proprio per promuovere una nuova fruizione del Duomo, più consapevole e dignitosa».
Il progetto, che prevede il ripristino di tre monumenti cinquecenteschi - l'Altare della Presentazione, il Monumento funebre di Gian Giacomo Medici e l'Altare di San Giuseppe di Pellegrino Pellegrini - sarà interamente finanziato da Aurora Assicurazioni, per un contributo pari a qualche decina di migliaia di euro. Una cifra decisamente inferiore alle migliaia di euro spese ad esempio per il recupero della facciata. «Eppure - prosegue Mörlin - se non fosse stato per il contributo di un privato, anche quest'anno avremmo dovuto rinunciare al progetto». Come dire: il Comune non ci ha aiutato.
Il restauro, reso necessario dal cattivo stato di conservazione delle opere - «Le parti in marmo sono sporche e deteriorate, per non parlare della pala raffigurante Lo sposalizio della Vergine che è quasi del tutto illeggibile» - era già stato programmato da oltre cinque anni ma sempre rinviato per l'impegno richiesto dalla facciata e per la mancanza di fondi: "Le istituzioni piuttosto che promuovere i tesori della nostra Cattedrale, come gli altari, i dipinti o il museo sotterraneo preferiscono promuovere spettacoli e concerti, che sono la prima causa del degrado del Duomo». Senza contare i maxischermi per le partite di calcio.
Mörlin non è certo il primo a puntare il dito contro il cattivo stato del centro storico. Proprio qualche giorno fa Giorgio Armani si era espresso contro le brutture di corso Vittorio Emanuele parlando di «eccessivo permissivismo» da parte delle istituzioni e degli stessi cittadini, disposti ormai ad accettare tutto, anche di camminare tra lattine e cartacce o essere «svillaneggiati in mezzo alla strada».
Questa volta in discussione non è tanto l'indifferenza della gente o delle forze dell'ordine quanto la gestione inadeguata dei luoghi storici di Milano, «diventati ormai solo punti di ritrovo per notti bianche ed eventi mondani». Dello stesso avviso anche Giulia Benati, direttore del museo: «Più che un luogo storico, oggi il Duomo sembra un non-luogo. Bisognerebbe porsi delle domande su cosa deve essere una piazza, e che cosa deve rappresentare per la città e i suoi abitanti. Sono scelte da prendere tutti insieme, e con una certa urgenza».
Il restauro, che dovrebbe concludersi nell'arco di sei mesi, è il primo passo di un progetto più ampio che vedrà coinvolti anche il museo sotterraneo e il battistero paleocristiano. «Per far questo - spiega monsignor Luigi Manganini, arciprete del Duomo - speriamo in un forte coinvolgimento da parte delle istituzioni. Non solo del Comune, ma anche le università, attraverso studi, approfondimenti e visite guidate. Non dimentichiamoci che il Duomo è un luogo vivo, frequentato ogni giorno da migliaia di turisti ma anche da tanti fedeli. Prima di essere un monumento, la nostra Cattedrale è soprattutto una chiesa. Chiesa dove ogni giorno si celebra la Messa».