«Basta con le donne magrissime»

«Basta con le ipocrisie: gli stilisti esigono modelle scheletriche per trattarle come appendiabiti. Ci vuole una rivoluzione nel mondo della moda»: lo ha affermato ieri all’inaugurazione della fiera «MilanoVendeModa» l'assessore comunale alle Attività produttive Tiziana Maiolo, in occasione del dibattito «Moda e salute». Dopo la decisione della Spagna, l’anno scorso, di estromettere le modelle troppo magre dalla settimana della moda, anche a Milano è stato aperto un tavolo di discussione sui cattivi modelli proposti in passerella e sull’influenza negativa che questi hanno sulle adolescenti. Secondo una ricerca svolta da scienziati di Harvard, infatti, solo il due per cento delle donne nel mondo si considera «bella», mentre il confronto con canoni di bellezza irraggiungibili mina in profondità l’autostima. Così, in controtendenza rispetto al binomio moda-magrezza, da qualche anno c’è Plusize, una piattaforma all’interno di «MilanoVendeModa», di 32 aziende e 92 collezioni, dedicata all’abbigliamento femminile per taglie oltre la 44. «Si tratta comunque di iniziative sporadiche. Purtroppo nelle manifestazioni legate alla moda di questi giorni si continuano a vedere modelle troppo magre», ha aggiunto la Maiolo, lanciando poi una provocazione: «Le sfilate andrebbero abolite così come la professione di modella: molto meglio le fiere, dove i buyers decidono veramente cosa comprare studiando le collezioni su manichini e appendiabiti». E l’esigenza di una rivoluzione nella moda è confermata anche dagli operatori sanitari: «Lavorando con le ragazze malate di anoressia e bulimia - ha affermato Matteo Mugnani del centro Mondosole di Rimini - ho rilevato che il canone estetico predominate nella nostra società è quello dell’annullamento del corpo femminile: tutto sommato, non siamo lontani dal senso del burka nei Paesi islamici».