Basta firmare solo un modulo per risparmiare 100 euro al mese

A La rinegoziazione dei mutui a tasso variabile entrerà in vigore entro i prossimi trenta giorni con la pubblicazione della convenzione tra il ministero dell’Economia e l’Associazione bancaria italiana. Si tratta di una misura che consentirà di ridurre e stabilizzare l’importo delle rate da corrispondere fino alla data di originaria scadenza del prestito. La differenza tra l’importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originale e quello rinegoziato sarà addebitata su un conto di finanziamento accessorio, una sorta di «finanziamento ponte», con un tasso fisso a dieci anni regolato al tasso Irs (Interest rate swap, tasso di interesse di riferimento, ndr) maggiorato di uno spread dello 0,50. Grazie alla rinegoziazione, il mutuo diventa a rata fissa, il cui importo sarà quello pagato in media nel 2006.
B Il provvedimento interessa circa 1,25 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo fino al 31 dicembre 2006, ma i tecnici del ministero dell’Economia stanno valutando l’ipotesi di estendere i benefici anche ai mutui contratti dopo il 1° gennaio 2007, ma per esserne certi bisognerà attendere la pubblicazione definitiva della convenzione.
C Se si considera come esempio un mutuo residuo ventennale di 80mila euro, il minor esborso previsto ammonterebbe a circa 850 euro su base annua. Se invece il mutuo da rinegoziare fosse di 120mila euro, il risparmio sarebbe di circa 1.260 euro l’anno, pari a più di 100 euro al mese.
D Chi decide di rinegoziare il mutuo dovrà compilare presso la sua banca un apposito modulo (ancora in via di definizione) e non dovrà fornire altre garanzie finanziarie oltre quelle già previste per il mutuo oggetto di rinegoziazione.
E Se dalla rinegoziazione alla scadenza i tassi di interesse sono rimasti stabili o sono saliti, la durata del mutuo verrà automaticamente estesa (sempre con la rata fissa) per il periodo sufficiente a rimborsare l’eventuale «finanziamento ponte». Se invece i tassi di interesse dovessero scendere in misura superiore al beneficio già acquisito con il passaggio alla rata fissa, la rata tornerà a essere a tasso variabile, come prevedeva il mutuo originario.