«Basta giustificare gli attentati»

Marta Ottaviani

È guerra aperta fra Jack Straw, il ministro degli Esteri britannico e Chatham House, più noto come Royal Institute of International Affairs. Il responsabile delle relazioni diplomatiche del Regno Unito non ha gradito per nulla i risultati di uno studio compiuto dall’istituto, da cui emerge che il conflitto afghano prima e iracheno poi abbia dato «un colpo di acceleratore» all’organizzazione terroristica di Al Qaida sul suolo britannico e alla preparazione di attentati. «Non ci sono dubbi - hanno scritto gli autori del rapporto, Frank Gregory e Paul Wilkinson, docenti alle università di Southampton e St. Andrews - che la situazione in Irak abbia creato difficoltà alla Gran Bretagna e a tutta la coalizione che combatte il terrorismo». E ieri a Bruxelles, a margine della riunione svoltasi fra i ministri degli Esteri dell’Unione Europea, Straw ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
«Mi sorprende - ha dichiarato - che Chatham House dichiari che non avremmo dovuto serrare le fila attorno agli Stati Uniti, che sono nostri alleati da tanto tempo». «I terroristi - ha proseguito Straw - hanno colpito in ogni parte del mondo, nei Paesi alleati degli Stati Uniti e in quelli che con gli Stati Uniti non hanno nulla a che vedere. I tempi per le scuse fornite al terrorismo sono finiti: gli attacchi in Kenia, Tanzania, Indonesia, Yemen e questo weekend in Turchia non hanno niente a che vedere con la guerra in Irak».
Straw ha poi difeso la posizione della Gran Bretagna nelle guerra in Afghanistan e in Irak, spiegando che appoggiare le scelte di politica estera dell’amministrazione Bush non vuole dire essere più vulnerabili ad attacchi terroristici. Straw ha concluso la sua dichiarazione sottolineando che «è responsabilità del mondo civilizzato fare fronte a questo terrore».
Le dichiarazioni del ministro degli Esteri inglese hanno ricevuto l’appoggio da parte del suo «collega» della Difesa, John Reid, secondo cui la Gran Bretagna sarebbe stata in pericolo anche se non fosse entrata in guerra.