«Basta con i continui ricatti della sinistra» Il monito di Brachetti. E il neo-segretario romano Zambelli: «Rivedere la linea»

«In Regione ogni cosa diventa oggetto di ricatto da parte della sinistra». Lo ha dichiarato l’assessore agli Affari istituzionali della Pisana Regino Brachetti durante il congresso dei Popolari Udeur che si è tenuto ieri al Summit Hotel. L’autostrada Roma-Latina e la questione rifiuti, a suo parere, ne rappresentano la prova lampante. «Da Veltroni e Marrazzo esigiamo chiarezza», ha aggiunto Brachetti, pur sottolineando che «la lealtà del partito ai governi di Comune e Regione al momento non è in discussione». A patto però che si dia una sterzata alla linea politica adottata fino ad ora. A questo riguardo l’assessore regionale ha le idee chiare: «Deve essere spostata più al centro».
Della stessa opinione Gianfranco Zambelli, il nuovo segretario romano dell’Udeur che è stato eletto ieri al Summit per acclamazione. «Oggi si apre una fase nuova - ha annunciato -, questo deve valere in special modo per ciò che concerne i rapporti con i nostri alleati in consiglio comunale. Non si tratta di evocare isterici confronti, ma di rivendicare, a fronte della lealtà espressa fino a oggi, un atteggiamento identico nei nostri confronti». Altrimenti, lascia intuire Zambelli, non si possono escludere colpi di scena. «Per l’Udeur la correttezza politica non è un optional né un percorso a senso unico - ha precisato il neo-segretario dell’Udeur con piglio determinato - ma costituisce un impegno solenne. E pretendiamo che sia così anche per i nostri alleati in consiglio comunale. Non siamo certo noi il partito delle poltrone, tant’è che non ne abbiamo nemmeno una».
Zambelli poi si è soffermato sulla legge su Roma Capitale: «È proprio in questo contesto che intendiamo proporci al sindaco e alla cittadinanza per una presenza organica nelle responsabilità». E ha concluso sferrando un’ultima stilettata: «I Popolari Udeur non vogliono consumare la loro esperienza in Consiglio comunale invocando maggiore collegialità nelle scelte. Non siamo un partito in piccionaia».