«Basta incarichi dopo i 65 anni»

da Firenze

Basta con «i baronati universitari, la casta dei mandarini che passa da incarichi elettivi ad agenzie regionali e le imprese che puntano solo a risparmiare sulla previdenza». È un fiume in piena l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato parlando di fronte ai ragazzi toscani riuniti a Euroforum. «Perché la mia generazione - aggiunge il senatore del gruppo misto - non sottoscrive un contratto in cui chi ha più di 65 anni si impegna a rifiutare gli incarichi?». Un documento del genere è allo studio in sede europea, ma solo da far sottoscrivere ai trentenni di oggi, come impegno per il futuro. «A livello regionale e statale - ha spiegato Amato - abbiamo creato una casta di mandarini che se non sono eletti in consiglio regionale viene loro affidato un incarico in un’agenzia, se poi lasciano l’agenzia è perché vanno in Parlamento. È una casta chiusa in se stessa a cui si accede solo per cooptazione che impedisce ogni ingresso di forze nuove». Secondo Amato, «il mercato del lavoro è ingessato non certo per la legge Biagi, bensì per colpa di tutto il sistema». Per modificare i baronati negli atenei l’esponente socialista propone all’Ue di bandire un maxi-concorso con 4mila posti che ignori le regole locali: «Se adottassimo il criterio cinese dove i rettori non possono avere più di 50 anni si scatenerebbero disordini come quelli delle banlieue parigine».