«Basta lucciole in strada»: Madrid vuole la legge Carfagna

MadridOrmai accade anche in pieno giorno. E ai normali turisti in visita a Madrid o Barcellona. Le prostitute che «esercitano» nelle strade del centro delle due città adescano i clienti con sempre maggiore aggressività. Finora il mercato del sesso era rimasto abbastanza discreto, ma a far scoppiare lo scandalo prostituzione in Spagna è stato il degrado nel quale è caduto il centro di Barcellona, capitale del turismo urbano spagnolo. La crisi economica ha infatti spinto le prostitute ad abbassare le tariffe ai livelli degli anni ’80 e ad andare a cercare interessati tra le migliaia di turisti che passano ogni giorno per la Rambla. I clienti, come riferisce El Periodico, sempre più restii a sborsare 10 o 20 euro per una stanza a ore, hanno fatto il resto. Il risultato è stata la nascita, dopo una certa ora, di uno spontaneo lupanare a cielo aperto proprio negli storici vicoletti adiacenti alla Rambla, in altri tempi il pomposo viale della città.
Quando le crude foto delle donne e dei loro habitué intenti in chiare acrobazie a pantaloni abbassati sono state sbattute sulle prime pagine dei giornali, la questione è riemersa con tutta la sua forza. La prostituzione non è infatti reato in Spagna, come non lo è pagare per ricevere favori sessuali. Il codice penale persegue solo chi - con o senza la forza - sfrutta la prostituzione, e la polizia non ha quindi strumenti per combattere il problema.
I comuni come Barcellona hanno provato in passato a imporre multe, ma con scarsi risultati. Per limitare il degrado urbano, il sindaco della città, Jordi Hereu, ha chiesto la settimana scorsa al governo di proibire almeno la prostituzione di strada. E in discussione ci sono anche misure analoghe a quelle previste dal progetto di legge del ministro Carfagna in Italia. Il premier José Luis Rodriguez Zapatero si è detto però contrario e ha evitato di entrare nella discussione con un evasivo: «Sicuramente non si riuscirà mai a stabilire chiaramente quale sia la cosa migliore».
Nel frattempo la polizia ha effettuato alcune retate notturne, che hanno ripulito per il momento il centro di Barcellona. Ma il problema è lungi dal risolversi. Nell'85% circa dei casi, le prostitute di strada sono infatti straniere e, visto che la prostituzione non è reato, le forze dell'ordine le possono espellere solo se non hanno il permesso di soggiorno. Difficilmente però la polizia riesce a identificarle o a far sì che i loro paesi accettino il rimpatrio, spiega La Vanguardia. Così, dopo qualche ora di detenzione le prostitute ritornano in strada.
Il mercato della prostituzione in Spagna muove un giro di denaro enorme. Il ministero degli Interni calcola che solo in Catalogna siano circa 20-30 mila le donne che si prostituiscono, per la maggior parte in night club. E il vuoto legale non aiuta. Sul passo della Jonquera, al confine con la Francia - dove Sarkozy ha approvato nel 2003 una legge che proibisce la prostituzione in strada - non sono pochi i francesi che sconfinano alla ricerca di una legislazione meno severa. Ed al comune non è rimasto che multare con 3mila euro chi offre, o sollecita, favori sessuali.