Basta una magia di Zlatan Poi ci pensa super Abbiati

Milano Ibra, sempre Ibra, fortissimamente Ibra. Il suo settimo sigillo in campionato consente al Milan di guadagnare il quarto successo consecutivo e così mantenere per un’altra settimana la testa del torneo. Dal suo cilindro magico questa volta viene fuori una perla di gol, in acrobazia, dopo un liscio aereo di Natali e uno sfondone di Comotto in area di rigore. Mai lasciare a Ibra una palletta così, poi a due passi da Boruc che resta stregato dall’esecuzione. Ibra e poi un Milan provinciale che sa soffrire e lottare e chiama a raccolta tutti, proprio tutti. E cioè persino i senatori tipo Seedorf che magari non firmano giocate spettacolari ma insieme col resto della ciurma contribuiscono a mettere in cassaforte il gol di Ibra e a guadagnare tre punti preziosi. Si affaccia alla ribalta, accolto dal boato della sua curva, anche l’indolente Ronaldinho: Allegri gli concede gli ultimi 7-8 minuti, recupero compreso, per fargli capire che non può permettersi di fare tardi la sera, specie se di giovedì e al ritorno dalla trasferta per la sua nazionale.
Dietro Ibra, batte forte il cuore del vecchio Milan. Rappresentato dalla difesa imperniata sul ceppo di Nesta (una sola volta si lascia superare da Gila), dal centrocampo incarnato dalla robusta resistenza di Ambrosini e Gattuso e dalla partecipazione alla vicenda di un prezioso Robinho, utile, utilissimo e capace, dopo il mercoledì col Brasile, di reggere la scena fino al quarto d'ora canonico finale. È un Milan molto utile e perciò che non bamboleggia come con Leonardo, che punta al sodo e appena trova il varco, con Ibra lo sfrutta al meglio. Per vincere in modo perentorio, capitano al Milan un colpo di testa di Nesta, un paio di percussioni di Seedorf e qualche tiro da fuori di Boateng e soci che Boruc tiene in presa. La Fiorentina dimezzata paga pegno nella frazione migliore, la prima a dispetto delle apparenze. Ha il coraggio di sfidare il Milan sul suo terreno (a proposito prato indecente, la pioggia lo rende scivoloso) ma quando c'è da recuperare terreno fa una gran fatica a procacciarsi dei viveri. Unica palla gol della ripresa servita a Ljalic cui Abbiati risponde alla Buffon.