«Basta permessi per costruire nelle zone a rischio alluvione»

«Basta con le costruzioni in zone a rischio alluvione. Le amministrazioni di questa parte della Liguria, tutte di sinistra, devono dire stop a chi vuole edificare in aree troppo vicine al fiume». Luigi Morgillo, vicepresidente del consiglio regionale della Liguria ed esponente del Popolo della Libertà, lancia il suo appello nel tour che il Pdl ieri ha fatto in val di Magra, nello Spezzino, con gli appuntamenti di Sarzana ed Arcola.
Nell'estremo levante della Liguria gli Azzurri hanno fatto il punto della situazione dopo le alluvioni dello scorso Natale, quelle che hanno messo in ginocchio un comprensorio di 80 mila abitanti disseminati nei comuni valligiani che corrono lungo il fiume Magra.
L'occasione è stata il convegno «Dissesto idrogeologico e difesa del suolo. Le responsabilità della sinistra», organizzato dal Pdl levantino e coordinato dal responsabile provinciale Giacomo Giampedrone. «Ci sono costruzioni in zone a rischio - dice Morgillo - parlo dell'area produttiva Vincinella di Santo Stefano Magra e dell'ipermercato di Sarzana. Senza dimenticare le tante case nate sulle colline». Quindi il nodo manutenzione. «Nelle stradine collinari e di paese non si fa più - aggiunge - i canali poi vengono trombati e ad Ameglia sono stati fatti prima gli argini a monte che quelli a valle un vero controsenso». Così sulle risorse. «Ci stiamo impegnando perché nel Milleproroghe vengano inseriti 100 milioni per la ricostruzione in Liguria - osserva - ma gli amministratori di sinistra dello Spezzino non si scordano che la regione Liguria nel bilancio 2011 non ha messo un euro per le manutenzioni e la Provincia è indietro con i progetti necessari per ottenere fondi». Oreste Micacchi, capogruppo Pdl in consiglio provinciale invita poi i comuni a tornare al proprio core business. «Le amministrazioni devono spendere i soldi che hanno in cassa nella cura del territorio - dice - lasciando perdere altri investimenti meno importanti. Oggi facciamo i conti con regimi piovosi più intensi e dobbiamo tenerne conto. Senza dimenticare che ogni amministrazione dovrebbe avere in organico almeno un geologo».