«Basta polemiche: la priorità è il partito unico»

«La frase di Casini sui fascisti? Un equivoco già risolto»

Silvia Marchetti

da Roma

Le nubi sul centrodestra si sono diradate. Il vertice dell’Udc, che sarebbe dovuto passare alle cronache come il giorno dell’ultimatum agli alleati, ha avuto alla fine un esito più che positivo. Maurizio Gasparri, esponente di Alleanza nazionale, il partito-mediatore nello scontro Casini-Berlusconi, è soddisfatto e apre alla «voglia» di proporzionale che giunge da via Due Macelli. An è pronta a trattare sulla richiesta dell’Udc di una riforma elettorale in senso proporzionale, purché si rispettano i paletti sacri del bipolarismo. Ma ora, passata la tempesta, Gasparri invita gli alleati a far cadere le polemiche, «rasserenare gli elettori» e guardare avanti verso il «soggetto unitario di centro-destra».
Onorevole Gasparri, alla fine la richiesta di «discontinuità» invocata a gran voce da Casini, con tanto di cambio di leadership, si è ridotta a una riforma elettorale in senso proporzionale, sulla quale lo stesso Berlusconi ha aperto pochi giorni fa ma che l’Udc ha ignorato. Come giudica questo ridimensionamento, insomma, crede che ci sia stato tanto rumore per nulla?
«Per fortuna i temi dirompenti che hanno occupato la scena politica interna alla Cdl sono stati accantonati. Il vertice dell’Udc ha avuto un esito positivo e la coalizione ha ritrovato un clima di tranquillità. Per il bene degli elettori, è meglio quindi piantarla con questa doccia scozzese di polemiche, che ci danneggia e basta. Io non voglio infierire parlando di ciò che è successo negli ultimi giorni perché ora dobbiamo guardare avanti e considerare i fatti positivi. Dopotutto, sulla natura della riforma elettorale desiderata dall’Udc c’è un’ampia convergenza nella Cdl».
Alleanza nazionale è favorevole alla richiesta di Follini di una legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza?
«Noi siano disposti a un’apertura verso una riforma elettorale che rafforzi la parte proporzionale ma che al tempo stesso non intacchi il bipolarismo. Le nostre colonne d’Ercole sono il sistema bipolare e la logica dell’alternanza. E mi sembra che la proposta dell’Udc, che sarà discussa dal governo, sia rispettosa del bipolarismo, visto che parlano di proporzionale con premio di maggioranza. Il partito di Alleanza nazionale è sempre stato difensore di un sistema elettorale nel quale le alleanze si fanno prima del voto e non dopo in base ai risultati ottenuti. Dove i partiti, insomma, non hanno le mani libere. Noi siamo quindi pronti ad affrontare la richiesta dell’Udc, che, ripeto, è compatibile con l’alleanza di centro-destra e non scardina questa alleanza. Nella Cdl c’è infatti un ampio consenso sul tipo di riforma elettorale avanzata dall’Udc e la richiesta che giunge dagli alleati è un punto innovativo a favore dell’intera coalizione. Ne discuteremo tutti insieme, la riforma è nelle mani di tutto il centrodestra».
Quindi «pace fatta» con gli alleati «ribelli» o rimangono ancora dei dissapori verso Casini per quella frase pronunciata contro i «fascisti che hanno cambiato nome»?
«Quell’affermazione ha provocato dei dubbi all’interno di Alleanza nazionale, questo è chiaro. Ma poi l’intervento di Storace e la precisazione telefonica di Casini hanno sgombrato il campo dagli equivoci. Diciamo che la precisazione, nella quale Casini riconosce il "coraggioso cammino" di An, è stata migliore dell’affermazione giunta da Telese».
Ora che il «caso leadership» sembra dunque chiuso, dove va l’alleanza targata Cdl?
«Innanzitutto, occorre rassicurare gli elettori, abbandonando le polemiche inutili e logoranti. I toni del dibattito politico interno all Cdl non vanno inaspriti. La priorità è ora guardare avanti e proseguire sul cammino verso la costruzione del soggetto unitario del centrodestra».