«Basta pressioni sui parenti di Karadzic»

da Belgrado

La chiesa ortodossa interviene in difesa della famiglia di Radovan Karadzic, ex leader dei serbi in Bosnia, ricercato per i crimini commessi durante la guerra dal 1992 al 1995 e tuttora latitante. In un comunicato il patriarca Pavle ha chiesto espressamente «porre fine alla violenza» contro i membri della famiglia dell’ex generale. Due giorni fa la moglie di Karadzic, Liljana, aveva rivolto un appello al marito perché si presentasse al Tribunale per i crimini di guerra delle Nazioni Unite. Luka Karadzic, fratello del ricercato, ha denunciato pressioni sulla donna, precisando che «il tono, il contesto e il comportamento e l’espressione autorizzano a pensare a un’enorme pressione, impensabile nel mondo e in Paesi normali». Il gesto del patriarca Pavle dimostra ancora una volta il sostegno della chiesa ortodossa serba nei confronti dell’ex generale. Karadzic è latitante dal 1995, quando la corte Onu con sede all’Aia (Olanda) lo ha rinviato a giudizio per aver giocato un ruolo determinante nel massacro di 8.000 musulmani nella città bosniaca di Srebrenica. La famiglia ha sempre dichiarato di non sapere dove si trovi e di non avere contatti con lui.