Basta Prof, oggi 6 su 10 voterebbero la Cdl

L’italiano medio dà quattro in pagella al governo Prodi

Massimiliano Scafi

da Roma

Tre in giustizia, quattro in fisco, quattro e mezzo in sicurezza. L’unica materia che, vagamente, si avvicina alla sufficienza, 5,2, è la politica estera. Per una media matematica di 4,4, che a scuola sarebbe un misero quattro più. Per il governo, a sei mesi appena dall’insediamento, una media da bocciatura. Risultato: se si rivotasse oggi, il centrodestra raccoglierebbe il 57,3 per cento e il centrosinistra si fermerebbe al 41,6.
Tanti votacci dunque per il Professore, nella parte stavolta dell’alunno ripetente, e una pagella con tanti rossi. Gliela consegnano gli italiani consultati dall’Unicab per conto di «La7». Il sondaggio è stato raccolto venerdì 17 novembre che, almeno per il governo, si conferma un giorno piuttosto infausto. Il campione è stato chiamato ad esprimere le sue valutazioni sull’esecutivo in una scala tra uno e dieci. Nessun sei. L’attività della Farnesina ottiene il 5,2, al secondo posto la sicurezza, 4,4, mentre il fisco prende 4,2. Ultima la giustizia, 3,9. Voti poco più alti, ma nessun sette, tra gli elettori del centrosinistra. Il governo nel suo complesso conquista un sei più, 6,2, ma anche qui i maggiori gradimenti sono per la politica estera, 6,6. Terzo posto in classifica per il ministero di Paolo Ferrero, Prc, le politiche sociali: 6,2. Seguono la scuola, 6,1 e il trio sanità, sviluppo e fisco con un sei secco. Sotto la soglia della sufficienza, anche a giudizio di chi ha votato per l’Unione, troviamo la ricerca scientifica, l’economia, il lavoro e la sicurezza, temi sui quali evidentemente urgono dei corsi di recupero. Chiude mestamente l’elenco la giustizia, con un 5,2.
Tirando le somme della ricerca Unicab, i voti positivi per il governo, cioè quelli sopra il sei, sono il 37 per cento del totale e quelli negativi il 60,8. E una certa insoddisfazione generale si nota pure tra gli elettori di centrosinistra: il 27,5 per cento di loro ha rifilato delle insufficienze alla squadra del Palazzo Chigi.
La conseguenza è, che se oggi si tornasse alle urne, la Cdl dovrebbe trionfare, staccando il centrosinistra di ben sedici punti, 57 a 41. Dovrebbe, perchè c’è un ampissima fetta di indecisi: il trenta per cento del campione dichiara che «non sa o non voterebbe». Le elezioni anticipate, si sa, sono per il momento uno scenario abbastanza irrealistico. Ma nel caso, secondo almeno quanto risulta dal sondaggio, il responso sarebbe abbastanza chiaro. Lo si vede esaminando partito per partito. Forza Italia prenderebbe il 28,1 per cento, An il 14, l’Udc il 7,6 e la Lega il cinque. Sull’altro fronte, l’Ulivo si fermerebbe a un deludente 26,4 per cento, il Prc al 4,9, la Rosa nel pugno al 2,3, i Verdi al due, il Pdci all’1,9, l’Idv di Di Pietro all’1,7 e l’Udeur all’1,1. Da notare il sorpasso di Forza Italia sul partitone riformista Ds-Margherita.
Questa valanga di cifre fa esultare il centrodestra. «I dati dell'Unicab coincidono con i sondaggi noti a Forza Italia - sostiene Angelino Alfano -. Questo governo ha avuto la più breve luna di miele con i cittadini che la storia repubblicana ricordi. Si è subito capito che quello che avevamo detto in campagna elettorale era tutto sommato poco rispetto all'amara realtà». Anzi, aggiunge, «il sondaggio è ottimistico per la sinistra». «Visto? - commenta Giampierio Cantoni - Gli italiani non sono impazziti e nemmeno addormentati. Invece hanno capito bene la pochezza dell’esecutivo. Sono i numeri a parlare».
Per Gianni Alemanno «la ricerca Unicab per «La7» rispecchia appieno i dati di qualche giorno fa delle elezioni in Molise ed è l'ennesima dimostrazione di come il governo Prodi sia strutturalmente ormai minoranza in Italia». Quindi, prosegue, «tutto il centrodestra deve continuare la battaglia per mandarlo a casa». Francesco Pionati, Udc, non è d’accordo con la conclusione di Alemanno: «L’azione di governo sta distruggendo il centrosinistra. Dunque nessuna fretta, lasciamo lavorare Prodi. Per il centrodestra è una manna».