Basta protesi, la spalla si trapianta

Il suo desiderio è tornare a fare i gesti quotidiani che per lui erano diventati un incubo e magari «all’occorrenza anche una partitina a tennis». Giampiero Cocchini, 47 anni, di Montesilvano, impiegato comunale a Pescara, a 24 ore dall’intervento con il quale, primo caso al mondo, gli è stata impiantata una protesi biologica di spalla, guarda alla sua nuova vita finalmente «normale». Nel giro di tre mesi dovrebbe essere perfettamente guarito. Pesista dilettante da giovane, Cocchini era già stato operato una prima volta circa 7-8 anni fa, ma due anni fa erano ricomparsi i dolori conseguenti - racconta - alla distruzione pressochè totale della cartilagine dell’omero. Non poteva praticamente più muovere il braccio, le dita della mano quasi paralizzate. L’intervento è stato eseguito al Rizzoli di Bologna dall’equipe diretta da Sandro Giannini. L’articolazione è stato prelevata da un donatore di 38 anni. Il metodo sperimentato al Rizzoli ha il vantaggio di utilizzare tessuto biologico invece di una protesi meccanica. Il trapianto di spalla è indicato per persone sotto i 50 anni d’età.