«Basta con la Provincia inutile tutta tasse e giochi finanziari»

(...) Il dado è tratto e Guido Podestà è al lavoro con il suo staff per prepararsi a guidare Palazzo Isimbardi: «Non possiamo permettere che i cittadini subiscano ancora malgoverno e impoverimento. Sono stati sprecati anni preziosi in un momento in cui la crisi economica mette in difficoltà il territorio milanese. Sotto la guida del centrosinistra, la Provincia ha totalmente dimenticato il suo ruolo e si è data solo a investimenti finanziari e a incrementare le tasse».
È in corso un dibattito per l’abolizione della Provincia. È davvero un ente inutile?
«Oggi abolire la Provincia vuol dire mettere in discussione la manutenzione delle strade, delle infrastrutture e delle scuole. Il problema è evitare sprechi e utilizzi impropri. In questo Palazzo Isimbardi ha dato un pessimo esempio, preferendo spendere i soldi dei cittadini in speculazioni non dovute, non necessarie e non convenienti. Così si mette in dubbio il senso dell’esistenza della Provincia come istituzione».
La Russa ricorda che era in ballo anche il nome di Riccardo De Corato, parla di sondaggi e dice che le decisioni sulle provinciali in Lombardia si devono prendere tutte insieme. Lei che cosa risponde?
«Dico che non dobbiamo perdere tempo perché i nostri avversari sono già in campagna elettorale e i cittadini non capirebbero. I sondaggi sono un criterio a cui non ci sottraiamo, utili perché fotografano la situazione del momento, ma come dice la Russa, non possono essere il criterio determinante. Esistono sedi di partito adatte che decideranno anche i candidati per Monza, Bergamo, Brescia, Lodi, Sondrio. Sono sicuro che sia la parte del Pdl che fa riferimento ad An che la Lega saranno adeguatamente rappresentate».
Le piacerebbe avere l’Udc nella sua maggioranza?
«In Regione e a palazzo Marino governano con noi. È il cosiddetto metodo ambrosiano, nel quale l’alleanza con l’Udc non si è mai interrotta. Io mi auguro anche un riavvicinamento a livello nazionale, perché i loro elettori hanno i nostri stessi valori. Sono infinitamente di più le cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci dividono. È un discorso che vale anche per la Margherita e per i socialisti. Che cosa ci stanno a fare nel Pd?».
Può già indicare quali saranno le priorità su cui intende intervenire?
«Vogliamo realizzare le metropolitane e le infrastrutture viarie. La metro e la Tem sono state il grande tradimento dell’attuale giunta. A differenza dei nostri avversari, abbiamo una coesione che ci consente di agire sul serio. In questi anni la Provincia ha aumentato le tasse sui cittadini, in alcuni casi di nove volte come per l’imposta sulla compravendita delle auto. E dopo aver spremuto i contribuenti, invece di realizzare qualcosa di concreto, si è limitata a una politica di annunci ondivaga e confusa, tranne che per la Serravalle...».
Pensa che l’operazione di acquisto delle azioni della Serravalle abbia danneggiato i cittadini?
«Dobbiamo ancora capire quanto ci è costato e continua a costarci l’acquisto di azioni che erano del Comune e quindi in mano pubblica. Si parla di sette milioni di euro l’anno solo di interessi sul debito! È una somma incredibile, che si potrebbe destinare a ben altri scopi come appunto le metropolitane e la sicurezza degli edifici scolastici, spesso pericolanti. Questa è una responsabilità della Provincia, ma il centrosinistra ha preferito dare i soldi a Marcellino Gavio e alle banche».
Pensa che esista anche nel Pd milanese la questione morale che sta facendo esplodere molte giunte in Italia?
«Non tocca a me dirlo, ma mi chiedo la ratio di operazioni come quella di Serravalle. E non sono l’unico a interrogarmi. Anche l’ultima sentenza del lodo arbitrale getta ombre sull’accaduto».
Ultima domanda. Pensa di vincere?
«Finora ho sempre vinto. Vado fiero soprattutto dei successi da coordinatore provinciale di Forza Italia, quando abbiamo espugnato amministrazioni che erano rosse da sessant’anni. Ho già sconfitto una volta Penati, alle europee del 1999: lui non è stato eletto! Ma battute a parte, è un discorso che va al di là delle persone. La coalizione che il presidente Penati rappresenta purtroppo non è stata in grado di governare e, vista anche la deriva del Pd a livello nazionale, il territorio non può permettersi altri anni di tasse, impoverimento, investimenti finanziari incomprensibili e dannosi».