Basta con la retorica di fascisti e antifascisti

Caro Massimiliano confesso che, pur sforzandomi, non comprendo le polemiche relative alla Medaglia d’Oro al Valor Militare Evelino Marcolini. Dopo la tragedia dell’ 8 settembre 1943, così magistralmente architettata da quel Badoglio precedentemente responsabile della rotta di Caporetto e dell'impantamento delle operazioni in Abissinia nel 1936, esistevano due legittime entità nazionali italiane, il Regno d'Italia e la Repubblica Sociale Italiana. Evelino Marcolini ha legittimamente ritenuto ancora valido il giuramento alla corona, ed ha combattuto per il Regno di Italia, così come i marinai della corazzata Roma, morti per bomba tedesca. Altri, altrettanto legittimamente, hanno ritenuto il giuramento rotto dal vile comportamento della corona stessa, rea di aver consegnato alla mercè dell'ex alleato la nazione intera, e con essa le forze armate, ignari ed sgomente; essi hanno deciso di combattere per la Rsi, come i reparti della X Mas schierati a difesa dell'italianità dell'«Adriatische Kunstenland», e morti per mano dei titini. Altri sono diventati partigiani, uno per tutti Edgardo Sogno. Da ogni parte parte, accanto ad episodi di umanità ed eroismo, episodi di quotidiana miseria.
Il centro destra, a 60 anni dalla fine degli eventi bellici, si è schierato per la pari dignità dei combattenti, ed in questo ha avuto parte attiva e meritoria l'ex presidente della Republica Ciampi. Non vedo pertanto nulla di esecrabile, né moralmente né politicamente, nelle dichiarazioni del consigliere comunale Giuseppe Murolo (che proprio non riesco immaginare vestire i panni di ruffiano antifascista) relative alla traslazione della salma della M.O.V.M. Evelino Marcolini nel Pantheon del cimitero di Staglieno. Anzi, plaudo all'iniziativa. Finalmente si chiede il rispetto dovuto anche per chi non appartiene al proprio particolare. Più che il grave ripudio delle proprie radici scorgo un'abbondante presenza di senso civico. Se qualcuno, politicamente fermo al 1945, non gradisce, liberissimo di esprimere il suo libero e sdegnato parere. Si chiede solo che la si smetta una buona volta con la trita retorica del fascismo e dell'antifascismo.
PS: I particolari dell’azione contro l«Aquila» sono riportati nei volumi dell’Ufficio storico della Marina Militare; il quadro che ne emerge è lacunoso e lascia spazio a molti interrogativi. Una delle versioni ufficiose più accreditate è che la Regia Marina Militare, a fine guerra, necessitasse dimostrare agli Alleati la propria competenza e cobelligeranza, ecco il perché di un’azione clamorosa ma di scarso rilievo militare (a questo proposito si noti che gli Alleati non erano mai riusciti a compiere azioni degne di nota con i «chariots», gli alter ego britannici dei nostri «maiali»).