«Basta scioperi? Non mi fido e prendo l’auto»

I tassisti festeggiano a Linate. Ieri ancora un giorno di code e blocchi

Giacomo Susca

Dopo quattro giorni consecutivi di blocchi, disagi e code a Linate arriva la notizia dell’accordo. I tassisti festeggiano, chi è rimasto a piedi non ha invece molto voglia di gioire. E domani? «Domani devo ripartire per lavoro- racconta Giuseppe- ma verrò in aeroporto ancora con la mia auto. Il parcheggio me lo paga la ditta e io, devo essere sincero, ancora non mi fido». Non c’è nessun desiderio di rivalsa. Non si sa mai. L’agitazione dei tassisti ha messo davvero in difficoltà milanesi ( e non solo loro) che si sono organizzati per sopperire al «deserto» di auto bianche. Anche ieri i viaggiatori in arrivo a Milano hanno raggiunto il centro con sistemi improvvisati oppure ricorrendo ai mezzi pubblici. Chi non ha la possibilità di farsi prelevare da parenti, colleghi o auto a noleggio, si arrangia, bagagli alla mano, e contribuisce ad affollare il già congestionato autobus 73 che collega l’aeroporto a San Babila. Il risultato è traffico in tilt in entrata e in uscita e superlavoro per i Vigili urbani.
Un giro tra la gente raccolta sotto le pensiline disertate dai tassisti basta per rendersi conto dei problemi creati dal blocco «ad oltranza». Jan Svedjiestrand, manager svedese, commenta preoccupato l’inconveniente: «Non sapevo nulla dello sciopero. Devo raggiungere la sede della mia società a San Giuliano: mi spiegate come faccio senza taxi?». Ma anche la signora Tiziana Lana da Catania è in difficoltà. «Per arrivare a Bergamo adesso dovrò cambiare tre pullman. Un disastro». Marco Carbonari, lavoratore appena sceso dall’aereo proveniente da Roma, una soluzione invece l’ha trovata. «Non conosco Milano, perciò mi vengono a prendere i colleghi. Per colpa mia hanno saltato la pausa pranzo».
Teatro diverso, stesso disagio: stazione Centrale, anche qui i tassisti non accettano corse. «Milano non può permettersi cose del genere» sbotta Tiziana, una studentessa al ritorno da Londra. «Pensavo di prendere il taxi per raggiungere Malpensa - esclama la signora Austin di Londra, in attesa di salire sulla navetta per l’aeroporto -. Amo Milano, ci vengo spesso per fare shopping. Ma questo - commenta indicando le fila di taxi parcheggiati - è davvero fastidioso. Quando sono arrivata erano già fermi, ed ora che me ne riparto per l’Inghilterra devo di nuovo utilizzare l’autobus per riuscire a non perdere il volo». E i servizi di trasporto che collegano la stazione agli scali aeroportuali milanesi si rallegrano per gli affari d’oro. «La richiesta è tale - spiega Andrea Mario Conti, addetto ai passeggeri del «Malpensa Shuttle» - che non riusciamo a soddisfare tutti i passeggeri. Molti di loro sono costretti ad aspettare il pullman successivo. Oltretutto - sottolinea - il viaggio è reso più lento dalle code nei pressi di Linate e Malpensa, che in questi giorni sono notevolmente aumentate».