«Basta sfruttare cuccioli di cane per l’elemosina»

Un tavolo di confronto informale, aperto alle associazioni che si richiamano alle minoranze rom e sinti che vivono a Milano e in Lombardia, per discutere del problema dell’accattonaggio con animali in città. Risultato raggiunto dopo la risposta, nei giorni scorsi, delle associazioni di terzo settore che si occupano di nomadismo all’appello degli animalisti. Il presidente nazionale dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa), Lorenzo Croce, lo scrive in una lettera. L’associazione, pur non condividendo la polemica, ha deciso di avviare un dibattito. La questione dell’uso di cuccioli di cane (vietato dalle legge e dal regolamento di polizia municipale) e di altri animali da parte di nomadi per raccogliere l’elemosina è spinosa e spesso rischia di nascondere veri e propri racket delle elemosine. Dai dati raccolti dalla stessa associazione animalista il giro di soldi dovuti alla raccolta di elemosina coi cani solo nella città di Milano si aggira attorno ai 7 milioni di euro l’anno. Al «telefono amico Aidaa» in sette mesi sono arrivate oltre 800 segnalazioni di nomadi che utilizzano gli animali per mendicare agli angoli delle strade, davanti ai supermercati, nei mezzanini dei tram e della metropolitana di Milano. «Qualcuno ha malinteso la nostra campagna - precisa Croce -: non è razzismo, la realtà è sotto gli occhi di tutti ed è inaccettabile. Noi andremo fino in fondo continuando a denunciare questa situazione».