Basta suk a Molino Dorino C’è la nuova area di Gobba

Manca: «Sosta a pagamento e controlli per garantire la convivenza civile»

Gianandrea Zagato

Nessuna vendita ma solo scambio di merce, con tanto di biglietto d’ingresso. Regole certe per lo spazio di Cascina Gobba che Palazzo Marino mette a disposizione di romeni e ucraini ogni weekend. Area attrezzata con posto di ristoro, illuminazione ventiquattro ore su ventiquattro e sorveglianza.
Strumenti, quest’ultimi, per garantire, dice Guido Manca, assessore alla Sicurezza del Comune, che «non ci siano traffici illeciti». Condizione indispensabile perché il parcheggio collocato alle spalle della stazione del metrò di Cascina Gobba non provochi disagi ai cittadini, come accaduto nel recente passato in quell’altro parcheggio della metropolitana a Molino Dorino divenuto un suk dell’illegalità. Suk dove per settantadue ore, dal venerdì alla domenica pomeriggio, le regole della civile convivenza venivano messe al bando in una periferia già troppo spesso dimenticata e costretta a fare i conti con i frequentatori di quel mercato abusivo a cielo aperto. Fotografia di un rischio azzerato a Cascina Gobba, «c’è un regolamento che tutti devono rispettare e che, insieme alla sorveglianza non solo del gestore del campo ma pure della polizia e dei ghisa, non può che prevenire problemi di ordine pubblico». Visione di Palazzo Marino che la Lega contesta, «i problemi non sono risolti, ma rimossi». Accusa firmata da Leo Siegel che Manca commenta, dice, «con i fatti».
E, comunque, ricorda l’assessore, «serve anche la comprensione dei residenti» perché «il problema riguarda tutta Milano: i frequentatori di questi luoghi d’incontro sono soprattutto le lavoratrici dell’Est, le badanti, che svolgono un servizio essenziale per la città».