«Basta tagli alla sicurezza» Sindaci a fianco della Moratti

Più di 30 primi cittadini aderiscono alla marcia di domani. Gelmini (Fi): «Sms mandati a tutti i militanti»

Loro avranno anche la fascia tricolore, lei ha deciso di sfilare «come semplice cittadino». Sono già più di trenta i sindaci che appoggiano Letizia Moratti e la «sua» fiaccolata anti criminalità di domani. In testa quelli di Trieste, Como e Varese. A seguire, tra gli altri, Aicurzio, Argegno, Bonemerse, Borgo San Giovanni, Brezzo di Bedero, Buscate, Castiraga Vidardo, Cedrasco, Cerete, Cermenate, Cernobbio, Cottolengo, Cusago, Dairago, Desio, Domaso, Ferno, Lurago d’Erba, Novate Milanese, Palazzolo sull’Oglio, Rivolta D’Adda, Sant’Angelo Lodigiano, Valganna, Veduggio con Colzano. «Aderisco - spiega il triestino Roberto Di Piazza - perché la sicurezza dev’essere una priorità assoluta per il governo. Oltre che mezzi e risorse adeguate, vogliamo anche che la sicurezza della pena diventi un deterrente serio ed efficace». Deciso anche Attilio Fontana (Varese) che chiede con forza «più attenzione e risorse dal governo invece di continui tagli».
Parole condivise dal presidente dei Circoli della libertà Michela Vittoria Brambilla. «Parteciperemo al corteo - spiega - perché lo Stato deve essere al servizio dei cittadini e il primo servizio da garantire è la sicurezza, il fondamento stesso del patto sociale. E a Milano lo Stato deve e può fare di più». Una frecciata anche al centrosinistra. «Mi stupisce la polemica - aggiunge -, sembra che la piazza sia cosa loro. A Vicenza si può anche contraddire il governo pur di gridare contro gli Usa, a Milano non si può manifestare per chiedere più sicurezza?».
Già in moto la macchina organizzativa dei partiti. «Nella sede di Fi - racconta la coordinatrice regionale Mariastella Gelmini - si lavora moltissimo. Stiamo mobilitando iscritti e simpatizzanti anche con sms, telefonate, manifesti. La sinistra milanese è contro la legalità proprio nel suo dna, retaggio di un confuso pacifismo e di diffidenza verso le forze dell’ordine. I cittadini sappiano che con l’Unione non avranno la sicurezza e protezione che chiedono, ma per fortuna ancora non governano Milano». Pieno appoggio anche dalla Lega. «Al corteo per la sicurezza noi ci saremo - assicura il capogruppo a Palazzo Marino Matteo Salvini -. In tanti, senza bandiere ma dietro un unico striscione verde, rivolto alla Moratti e al prefetto con la scritta “Basta campi nomadì”. Non servono cinquecento poliziotti in più se bisogna rincorrere 5mila zingari. Si cominci a radere al suolo qualche baraccopoli». Umberto Maerna (An) parla del successo dell’iniziativa di ieri che, in sette punti della città, ha illustrato contenuti e aspetti organizzativi della fiaccolata. Oggi si replica. «Per tutta la mattina e fino al pomeriggio è stato un flusso continuo di giovani, meno giovani, donne e uomini che hanno espresso il loro sostegno, chiedendo soprattutto più agenti. Sicurezza, regolamentazione dell’immigrazione e droga sono argomenti particolarmente sentiti da chi non si sente più a suo agio tra le vie e nei quartieri della città». Per il nuovo presidente della Margherita milanese, il sottosegretario alla Giustizia Daniela Melchiorre, la sicurezza è uno «dei problemi di Milano», ma questa convinzione non la farà scendere in piazza né con la manifestazione della Moratti, né nella contromanifestazione del centrosinistra. «Ci vuole attenzione e prevenzione - ha detto - e servono soluzioni concrete al di là delle marce. Sui cittadini che scendono in piazza non ho nulla da dire, ma chi governa deve governare e non marciare».