"Basta tunisini: sporcano tutto e chiedono l’elemosina"

Lampedusa è stufa dei tunisini. A poche ore dagli sbarchi i tg li immortalavano nei bar dell’isola. Caffè, cappuccino e sigarette. Uno scenario rassicurante che ha resistito meno di una settimana, quand'è iniziato il secondo tempo del film. Elemosina per le strade e angoli del centro maleodoranti. Come spiega il sindaco Bernardino De Rubeis, «ci sono 700 persone che, essendo sempre in giro, espletano i propri bisogni fisiologici dove capita». Dunque via libera all’ordinanza che, da lunedì, dovrebbe vietare agli immigrati di passeggiare per le strade di Lampedusa. Alcuni operatori l’hanno già ribattezzata «no walk zone». In realtà il Comune sta studiando il provvedimento con la Prefettura. Per ragioni di ordine pubblico, ma soprattutto per motivi igienico-sanitari.
Antonio Pappalardo, assessore alla Pubblica sicurezza, racconta che «i tunisini sono ovunque e ovunque chiedono l'elemosina, suscitando un certo allarme tra la popolazione». E un comitato di protesta ha bussato al Comune. Se infatti Viminale ha provveduto in tempi record ai primi trasferimenti, i tunisini rimasti sull’isola sono liberi di uscire dal Cie dalle 8 alle 20. Dunque l’ordinanza sembra necessaria. Il sindaco ha verificato la presenza di 700 immigrati in attesa di sistemazione, «impegnati a farla per strada». Maroni ha fatto sapere che saranno tutti trasferiti entro domenica. Rubeis, per prudenza, ha lanciato l'operazione «no walk zone» che partirà lunedì per gli ospiti del Cpt. L’Agenzia Frontex ha invece attivato un altro funzionario. Ora sono in quattro.
fdr