Basterà un clic per scoprire se sei un pilota da Ferrari

Dal 2011 stage a Maranello: la Driver Academy valuterà i moduli inviati online dai ragazzi che corrono nei kart o nelle categorie minori

nostro inviato a Maranello

I papà dei piccoli Schumi sono avvisati. Anche quelli dei baby Hamilton, Vettel e Alonso. Sono avvertiti persino quei babbi un poco titubanti - per cui i papà migliori - che assecondano la costosa passione dei figli per i go kart benché nutrano qualche dubbio sul talento dei propri ragazzi. Fra qualche giorno, a inizio 2011, giusto il tempo di sistemare le ultime cosette organizzative, e sul sito Ferrari comparirà la modulistica per poter partecipare agli stage ideati dalla «Ferrari Driver Academy». La prima categoria genitoriale potrà così mettere sotto esame l’abilità del figlio pilotino con gente che di F1 ci capisce parecchio; la seconda, quella più titubante, avrà invece l’occasione per ricevere un parere importante e, nel caso, prendere l’erede da parte, portarlo alle giostre e dirgli con delicatezza: «Meglio queste, figlio mio, lasciamo stare la pista, anche mamma Ferrari lo dice...».

Questo, ovviamente, vissuto da parte di padre. Vissuto da parte di madre, cioè della Rossa, significa avviare un meccanismo che estende incredibilmente il setaccio con cui Maranello va a caccia di talenti per la F1 del futuro. Una manciata di ragazzini fuoriclasse da seguire, preparare e accompagnare dalle categorie minori fino a quelle più prestigiose dell’automobilismo sportivo. Lo ha spiegato, a margine della cena natalizia Ferrari, l’ingegner Luca Baldisseri, ex capo macchina di Schumi cinque volte iridato, ex vice Ross Brawn al muretto della Rossa e direttore dell’Academy che proprio lunedì, oltre ad annunciare la nascita degli stage, ha comunicato promossi e bocciati del primo anno di addestramento. Dei sei piloti seguiti nel 2010 sogno finito per Daniele Zampieri e Mirko Bortolotti (di cui si parlò molto un paio di anni fa). Sogno che prosegue per il francese Jules Bianchi, 21 anni, che sarà terzo pilota del team F1, il connazionale Brandon Maisano, 17 anni, l’italiano Raffaele Marciello, 16, e il canadesino Lance Stroll, dodicenne asso dei kart. «Proprio con lui», ha ammesso Baldisserri, «proviamo a imitare quanto fatto dalla McLaren con Hamilton». Il patron del team inglese, Ron Dennis, fece in modo che la scuderia si occupasse in toto del piccolo Lewis: dalle spese per correre nelle varie serie all’istruzione scolastica, all’addestramento per arrivare psicologicamente pronto nelle categorie più impegnative.

L’addestramento dell’Academy e gli stage previsti toccano infatti tutti gli aspetti della crescita di un pilota, dalla tecnica, al simulatore, dalla preparazione fisica al mental training, dalla gestione dello stress fino ai giochi di ruolo per sapersi integrare nei team e relazionarsi con le varie figure della squadra. Il passo in più varato adesso sono gli stage che avvicinano gli esperti dell’accademia a molti giovani pilotini visto che le famiglie di quest’ultimi, con un semplice click sul sito Ferrari, potranno entrare in contatto con la Rossa e scaricare la modulistica da compilare e ritrasmettere a Maranello.

«Anche perché» racconta Baldisserri «spesso nelle categorie minori i ragazzini finiscono in mano a manager o pseudo manager a cui i genitori pagano decine di migliaia di euro per far seguire la carriera dei figli». L’ingegnere della Rossa non lo dice, ma il sott’intenso romba come un dodici cilindri Ferrari: può capitare che manager poco seri tardino nell’avvisare papà che il figlio ha scarse qualità. Con gli stage questo non accadrà, le famiglie avranno subito il riscontro. Proprio perché è interesse della Rossa scovare talenti e non disperdere inutilmente energie nella caccia all’Alonso del futuro e fatto in casa.

«Sarò io stesso a esaminare le richieste di iscrizione» prosegue Baldisserri, «e quando noterò aspetti interessanti del ragazzino, lo convocherò a Maranello». Solo dopo arriverà l’ok o il no agli stage a pagamento. Questi saranno di tre tipi: base, intermedio e avanzato. Il prezzo? «Lo stiamo definendo in questi giorni. Sarà però decisamente alla portata, nulla da paragonare alle spese per i manager...».

E se durante lo stage gli esperti della «Ferrari driver Academy» dovessero notare in un ragazzino qualcosa di speciale, ecco che verrebbe inserito gratuitamente nel gruppetto di giovani piloti di talento che il Cavallino segue direttamente pagando anche il costo delle corse. Hamilton e Vettel sono nati così. Purtroppo altrove.