Dopo il bastone le carote E la Roma risorge

da Roma

Un allarme bomba a Trigoria, 120 chili di carote rovesciate all'interno del centro sportivo giallorosso con tanto di cassette e destinate a tutta la squadra, compresi il tecnico Spalletti e capitan Totti, ma non a Daniele De Rossi. Il tutto condito da anatre starnazzanti che hanno invaso il piazzale antistante. Davvero imprevedibile la «notte prima dell'esame» romanista, un esame che doveva cancellare la batosta di Manchester che aveva portato ai soliti processi via etere e a un'ecumenica conferenza stampa del gruppo giallorosso, più di promesse di impegno che di scuse per la figuraccia internazionale. Eccessi di un ambiente, quello della capitale, che vive con trasporto passionale le vicende delle sue squadre calcistiche.
È Luciano Spalletti a confermare in tv l'allarme bomba scattato a poche ore dalla sfida con la Sampdoria. «Basta uno che fa una telefonata, dice che c'è una bomba a Trigoria e poi arriva la polizia con i cani da fiuto - dice Spalletti -. È stato un brutto episodio per quello che hanno prodotto e stanno producendo Roma e Lazio in questo campionato, ma anche per la crescita delle due squadre della Capitale. Un gesto da invidiosi e da stupidi. Non si sa chi è stato, ma se qualcuno lo sa, lo vada a prendere perché fa male allo sport. È veramente brutto scendere a questi livelli».
I fischi dei distinti sud, provenienti prima della partita dal settore occupato dallo striscione del Fronte Romano, sono il segnale che non tutti sono ancora disposti a dimenticare la disfatta inglese. Lo stesso vale anche per chi ha depositato le carote e alcune anatre starnazzanti dalle parti di Trigoria. «Non abbiamo fatto pace con nessuno perché con il nostro pubblico non abbiamo mai litigato e lo si è visto anche durante la partita con la Sampdoria, visto che ci ha sostenuto sempre - sottolinea ancora Spalletti -. I tifosi non sono contro di noi, anzi abbiamo ricevuto attestati di stima per il lavoro fatto in questi due anni. Le carote? È probabile che un paio di persone siano venute lì, abbiano aperto lo sportello della macchina e abbiano scaricato le casse. Anche in questo caso si è trattato di invidiosi, ma noi dobbiamo andare avanti senza farci turbare dalle invidie di qualcuno».
La maggior parte della curva sud ha comunque sostenuto la squadra: due striscioni sono stati veri e propri gesti d'amore verso Totti e compagni. «Importante avere il pubblico vicino, stiamo facendo grandi sacrifici e lavorando sul nostro progetto per mantenere grande la Roma», dice il ds giallorosso Daniele Pradè. E ieri in campo la squadra ha risposto a suon di gol: due di capitan Totti, una dei difensori goleador Ferrari e Panucci. Ora la Lazio è a nove punti, il secondo posto sembra ormai blindato. Ma c'è un derby molto vicino, il 29 aprile. E si giocherà di pomeriggio, come è avvenuto per la stracittadina milanese. L'Osservatorio del Viminale ritiene la partita a forte rischio. Come dargli torto dopo i nuovi eccessi di tifosi (o pseudotifosi) così passionali?