Da «Batman» a «Star Wars» sugli schermi il fascino del male

L’Anakin Skywalker del film di Lucas non sa dominare la propria violenza e diventa malvagio

Silvia Kramar

da New York

Una volta c'erano i film western. Con copioni piuttosto banali, le rivoltelle sempre fumanti e il clou della pellicola che arrivava, puntuale, verso la fine del film. Quando i buoni e i cattivi si sfidavano, nel loro mezzogiorno di fuoco, davanti ai cowboy nascosti sotto ai tavoli del saloon. Così, tra pallottole buone e cattive, giustizia veniva fatta. Poi erano arrivati i film della Guerra fredda, in cui gli americani dovevano combattere l'Impero del male e i nuovi nemici: russi, cinesi, asiatici o extraterrestri. Ma anche lì era facile capire, fin dai primi fotogrammi, a quale lieto fine aspiravano i produttori di Hollywood. Oggi invece il grande cinema hollywoodiano quest’estate riflette un risveglio spirituale di un’America che ascolta George Bush quando dice, come ha fatto all'Accademia militare di West Point, due anni fa: «Siamo coinvolti in un conflitto tra il bene e il male e l'America chiamerà il male col suo vero nome».
Profetico, profondamente evangelico, questo discorso del post 11 settembre, insieme a molti altri, aveva dato il tono alla politica estera dell’amministrazione Bush, soprattutto nella caccia ai terroristi e ai responsabili delle Torri gemelle. E adesso i due grandi film dell’estate Usa riflettono la stessa grande battaglia tra principati celesti, la stessa voglia degli americani di prendere una posizione religiosa nelle nuove lotte del mondo.
In Batman begins c’è una scena che forse non sarebbe stata possibile fino a qualche anno fa, quando le pellicole americane erano ancora profondamente «religiosamente corrette». Vi si vede il giovane protagonista Bruce Wayne, alias Batman (interpretato da Christian Bale) che, di fronte all'insistenza del suo misterioso «maestro» (mezzo ninja e mezzo consigliere spirituale) di decapitare un nemico, si rifiuta di commettere quell’atroce atto. Dopo aver rifiutato la vendetta, Wayne diventa Batman, l’eroe buono che protegge le notti di Gotham City col suo mantello e la sua maschera nera.
Nell’ultimo episodio di Star Wars, invece, George Lucas ha inserito una scena incredibilmente simile, ma con un risultato opposto. Il suo Anakin Skywalker (Hayden Christensen) viene spinto dal suo misterioso «maestro» a decapitare anche lui un grande nemico: il conte Dooku. Lo farà e da allora cadrà in una spirale di violenza, vestito anche lui con la sua cappa nera, che però in lui rappresenta il male.
Hollywood non è più, come ai tempi dei western, interessata ai buoni e ai cattivi, ma alla lotta suprema tra bene e male. La scena delle due decapitazioni risuona negli orecchi degli americani come quelle orrende e tristissime fotografie degli ostaggi decapitati in Irak e riapre il dibattito della crociata religiosa.
Non a caso questi due film, uno tratto da un vecchio fumetto in bianco e nero l’altro dall’ennesimo volo pindarico di un Lucas che con le galassie è diventato miliardario, vengono chiamati adesso dai critici «quasi-spiritual film». Etichetta un po’ pretenziosa che infastidisce molti spettatori. Perché in fondo si tratta di sfruttare concetti religiosi profondi e arcaici per vendere i biglietti di due film per ragazzi. Che forse però potranno imparare qualcosa: dopo aver assistito all’assassinio dei suoi genitori, nelle strade di Gotham, Batman decide di studiare la mente dei criminali, per poterli sconfiggere. Per farlo finisce in una prigione del Butan: un carcere che ricorda lo scenario del mondo mistico dell’Himalaya. Uscendo di prigione incontrerà Henri Ducard (Liam Neeson), che l’accoglie in una setta che studia il rapporto tra il bene e il male. «Hai imparato a seppellire il tuo senso di colpa nella rabbia - gli dice Ducard -. Io invece t’insegnerò a confrontarlo».
In Star Wars: Episode III, Luke Skywalker deve anch’egli affrontare la sua natura violenta. Quando il conto Dooku lo affronta gli dice: «Tu possiedi odio, tu possiedi rabbia, ma non sai come usarli». Le similitudini tra i due film sono straordinarie. Anche la risposta di Skywalker, che Lucas ha copiato da un famoso discorso di Bush, fa rimanere l'intera pellicola in bilico tra bene e male: «Se non sei con me, sei un nemico».
Tutto questo in un'estate in cui la serie televisiva Revelations, tratta dal libro dell’Apocalisse, sul ritorno di Cristo e la lotta contro Satana e l’Anticristo, ha ottenuto ascolti da record. In cui i grandi network hanno esplorato in svariati special il mistero del Male e i retroscena degli esorcismi e in cui il movimento cristiano evangelico ha raccolto un altissimo numero di proseliti.
Per non parlare del prossimo film di Spielberg, La guerra dei mondi, su cui i critici stanno già preparando valanghe di articoli scritti dai maître-à-penser della teologia americana. Chi attaccherà veramente il mondo di Tom Cruise? Perché ci vogliono distruggere? Chi vincerà?
Adesso lo studio cinematografico Fox Searchlight, per seguire le orme di Lucas e Spielberg, sta per lanciare sugli schermi americani una pellicola che ha ottenuto un incredibile successo in Russia. Si tratta del film di vampiri Night watch, in cui uno zombie metropolitano (munito di cellulare) dovrà cambiare per sempre «l'ordine delle cose». È il primo episodio di una trilogia che l’anno scorso ha battuto tutti i record d’incassi della storia dei film russi. Senza perdere tempo, la Fox vi ha puntato sopra miliardi, senza troppo preoccuparsi del fatto che Night watch uscirà con i sottotitoli. Anzi: ha coprodotto la seconda puntata, Day watch, girata in Russia in questi giorni e la terza, Dusk watch, che verrà girata, stavolta, in inglese.