Batosta per il Labour Brown perde Glasgow Cameron: ora elezioni

Nuova sconfitta elettorale per il premier (scozzese d'origine): i laburisti devono lasciare anche il loro feudo storico di Glasgow Est. Se si votasse oggi i Tories vincerebbero con uno scarto del 22% e il loro leader chiede le elezioni anticipate

Glasgow - Scoppola doppia per Gordon Brown. Non bastasse la seconda sconfitta elettorale consecutiva (dopo il ko alle amministrative di inizio maggio) il neo premier britannico si è visto sfuggire dalle mani il suo feudo storico scozzese. Il Labour ha perso il seggio che era appartenuto al suo deputato David Marshall, costretto al ritiro per ragioni di salute, in una delle sue più tradizionali roccheforti: la circoscrizione di Glasgow Est. Quella che fino a oggi era considerata finora il 25esimo collegio più sicuro di tutto il Paese per la formazione che controlla il governo.

I dati Nel maggio 2005, alle elezioni politiche generali, i laburisti avevano vinto con un margine schiacciante a livello locale, 13.500 voti. Questa volta non solo hanno perso, sebbene di misura, ma in termini percentuali sono letteralmente crollati: la loro candidata Margaret Curran è stata infatti battuta da John Mason dell’Snp, il partito nazionalista scozzese, pur se per appena 365 preferenze. Mason ha raccolto in tutto 11.277 suffragi, che rispetto a tre anni fa costituiscono un incremento del 26 per cento, mentre alla sua avversaria non ne sono andati più di 10.912, vale a dire il 19 per cento in meno.

Batosta È stato un autentico smacco per Brown, che oltre tutto è nato e cresciuto a Govan, località limitrofa alla terza città per importanza del Regno Unito, e che proprio lì ha la sua base elettorale. Se si votasse ora su scala nazionale sarebbe verosimile una replica dello scarto del 22,54% registrato ieri: il premier in tal caso perderebbe addirittura il proprio seggio, e il suo partito rimedierebbe un fallimento memorabile. Il Labour era per di più reduce da due ulteriori sconfitte in altre suppletive, tutte risalenti agli ultimi mesi, e i sondaggi demoscopici lo indicano in drastico calo di consensi presso l’opinione pubblica dell’intera Gran Bretagna: pesano certo il costo della vita in costante aumento e la stessa politica economica perseguita dal primo ministro, ex cancelliere dello Scacchiere sotto il predecessore Tony Blair e dunque identificato dai connazionali con il portafoglio delle Finanze. Lascia freddi gli inglesi anche lo stile personale del nuovo premier.

Cameron: ora elezioni anticipate Il leader dei conservatori David Cameron, ha subito chiesto a Gordon Brown di convocare elezioni generali anticipate dopo la bruciante sconfitta subita dai laburisti. "Credo sia bene che il primo ministro si goda le sue vacanze", ha ironizzato Cameron, conversando con i giornalisti sulla porta di casa a Londra. "Dopo, però, penso ci sia bisogno di elezioni. Penso che in questo Paese occorra un cambiamento, e che il cambiamento debba avvenire per tale via". Il numero uno dei tories ha quindi ricordato come il Partito Laburista abbia rimediato batoste in tutte le occasioni, successive al voto del 2005, nelle quali i cittadini britannici sono stati chiamati a esprimersi: oltre a quelle di ieri, in due suppletive precedenti come pure nelle comunali inglesi del maggio scorso. A Glasgow peraltro i conservatori si sono piazzati appena terzi, davanti ai soli liberal-democratici. L’esito della consultazione è definito un vero e proprio "terremoto politico" dai mass media del Regno Unito, che lo indicano come una reazione punitiva dell’elettorato nei confronti del governo e in particolare di Brown; sul cui futuro politico vanno addensandosi sempre più ombre, riflesse del resto nei sondaggi d’opinione.