Battaglia di Anghiari, via alla ricerca

Saranno finalmente esplorate le pareti del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, alla ricerca della perduta Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci del 1505. Lo ha annunciato ieri il ministro dei Beni culturali Rutelli insieme al sindaco di Firenze Leonardo Domenici. È una decisione che dovrebbe mettere fine agli interrogativi che si rincorrono da anni sull’esistenza dell’affresco e che si sono fatti più pressanti da quando, nel 2005, l’ingegner Maurizio Saracini, direttore del centro diagnostico per i Beni culturali Editech, annunciò che ricerche condotte con tecnologie sofisticate (laser scanner, termografie, radar) avevano permesso di scoprire dietro al muro del Salone sul quale Giorgio Vasari aveva dipinto un altro affresco, una sottile intercapedine che potrebbe essere stata costruita dal Vasari stesso per salvare il capolavoro leonardesco. Le ricerche saranno condotte dallo stesso Saracini, con la sovrintendenza dell’Opificio delle Pietre Dure. La Battaglia di Anghiari doveva raffigurare lo scontro vittorioso, avvenuto il 29 giugno 1440, dei fiorentini contro i milanesi. Purtroppo il maltempo interruppe le prime pennellate di Leonardo, che lesse questo incidente come un cattivo presagio, tanto che lo lasciò incompiuto. I cartoni preparatori sono andati perduti e la conoscenza di questo lavoro è legata unicamente ad una quindicina di copie pittoriche, ad alcune incisioni e a molti disegni autografi di Leonardo. Della Battaglia di Leonardo si ha traccia nel 1549, quando lo scrittore fiorentino Anton Francesco Doni la descrive come «cosa miracolosa» in una lettera. Poi, in tempi recenti, si sono susseguiti studi e ricerche per dimostrare che qualcosa di quell’affresco deve essere rimasto.