La battaglia del crocifisso

(...) che spiega le ragioni della richiesta, evidenziando il legame della storia civile, sociale e spirituale italiana con il cristianesimo e citando una recente sentenza del Consiglio di Stato che ha ribadito la legittimità della presenza del crocifisso nelle aule scolastiche e nei luoghi pubblici e ha sottolineato che essa non viola in alcun modo il principio di laicità dello Stato. Ci aspettiamo che tale «semplice» richiesta venga accolta, anche ripensando a quanto accaduto qualche tempo fa a La Spezia, dove un'amministrazione di centrosinistra (come di centrosinistra è quella di Sestri Levante) si è subito impegnata a ricollocare i crocifissi in quei luoghi pubblici da cui erano stati tolti.
Risponde all'intervento di Stagni il capogruppo della Margherita, Davide Bernardello, che, contrariamente a quanto ci saremmo aspettati (considerato il riferimento «cattolico» della Margherita e, nel caso particolare, il legame di Bernardello con l'associazionismo parrocchiale sestrese), si dichiara contrario al nostro ordine del giorno accusandoci, in sostanza, di voler usare il crocifisso a fini politici e di portare avanti una battaglia meramente ideologica. Bernardello presenta poi un ordine del giorno, alternativo al nostro, in cui non si fa cenno alcuno alla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche e che impegna genericamente l'Amministrazione a promuovere i valori della solidarietà e della pace. Aria fritta. Risultato: la nostra mozione viene respinta col voto della maggioranza (Ds e Margherita), a cui si aggiunge quello di Rifondazione Comunista, mentre le parti si rovesciano al momento della votazione dell'ordine del giorno presentato dal capogruppo della Margherita.
Davvero un bel risultato, quello ottenuto da Bernardello e dai suoi colleghi di partito. Mentre la nostra richiesta si muoveva su un piano non ideologico (chiedevamo semplicemente di garantire, in linea con il buon senso e con la sentenza del Consiglio di Stato, la presenza del crocifisso nelle scuole), è stato Bernardello a buttarla sul piano dell'ideologia e dello scontro, con il risultato che le aule che sono senza crocifisso rimarranno tali. Sono davvero lontani i tempi in cui grandi politici di ispirazione cattolica sapevano difendere le radici della storia civile e spirituale italiana.
Oggi, accusando noi di Forza Italia di voler usare la religione a scopi di bassa politica e invitandoci ad essere «laici», i «margheritini» finiscono invece per far da cassa di risonanza a quel laicismo radicale che punta a escludere la sfera religiosa dalla vita pubblica e a relegarla nel privato. Un laicismo di cui il Papa Benedetto XVI non si stanca di denunciare i limiti e gli aspetti esiziali. Ma forse, questo, alla Margherita sestrese non interessa più di tanto. Meglio continuare a gestire il potere in «unione di fatto» coi post-comunisti, e basta. Come fece, nei suoi ultimi anni di vita, la Dc: quando essa divenne puro partito di gestione del potere, sappiamo tutti quali furono le conseguenze… et tenebrae factae sunt.
*vice-presidente del Consiglio comunale
di Sestri Levante (Forza Italia)