Battaglia disperato pressa il governo: «Ci serve liquidità»

L’assessore ha fretta di avere i 900 milioni che spettano dal 2003 Augello: «Ma neanche aumentando tutte le tasse si coprirà il deficit»

L’assessore alla Sanità Augusto Battaglia batte cassa al governo e promette rigore, ma nemmeno all’interno della maggioranza sembra esserci fiducia sul piano di rientro dal deficit che potrebbe costare ai cittadini del Lazio la stangata su addizionale Irpef e Irap. Insomma, la sanità in rosso continua a essere la spina nel fianco dell’amministrazione Marrazzo, la cui popolarità, garantisce il capogruppo di An al consiglio regionale, Fabio Rampelli, è «ai minimi storici». Così a Battaglia non resta che sperare in Palazzo Chigi: «Non sappiamo quando il governo ci assegnerà i 900 milioni di euro. Potrebbe essere tra qualche giorno o settimana, ci auguriamo però che lo faccia il prima possibile perché in questo momento abbiamo bisogno di liquidità», il suo appello dagli accenti quasi disperati. Soldi che, chiarisce Battaglia, sono «legati al bilancio 2003, noi per quell’anno siamo riusciti a coprire il deficit e quindi li meritiamo perché abbiamo fatto un gran lavoro». Ma la trattativa con il governo va avanti anche sul piano di rientro dal deficit. Ieri c’è stato un incontro tra il ministro della Salute Livia Turco e gli assessori regionali alla Sanità. «A questo incontro - ha continuato Battaglia - ne seguiranno altri a cui parteciperanno il presidente della Regione e gli assessori competenti con i ministri del Tesoro e della Salute per cercare una via d’uscita a questa situazione». Battaglia, garantendo che l’amministrazione guidata da Marrazzo non vuole sottrarsi alle proprie responsabilità, chiede al governo che venga riconosciuta alla sanità laziale una sua specificità: «Noi abbiamo maggiori responsabilità rispetto alle altre regioni che comportano un aumento dei costi. Inoltre - ha aggiunto - c’è un problema di residenti che non risultavano negli censimento del 2001 ma che oggi vanno comunque garantiti. Si tratta di costi aggiuntivi che devono essere riconosciuti alla sanità del Lazio».
E mentre Forza Italia chiede «un consiglio straordinario sul deficit sanitario e sui meccanismi che l’assessore vuol mettere in campo sulla sanità e in merito al rischio dell’aumento della tassazione regionale con le inevitabili conseguenze sul tessuto sociale della nostra Regione», l’ex assessore al Bilancio Andrea Augello, snocciola cifre da brivido sulla sanità regionale: «La spesa farmaceutica nel Lazio è risultata superiore alla media nazionale per l’1,4 per cento. A questo dato vanno aggiunte le minore entrate dovute all’abolizione del ticket, pari a 50 milioni di euro l’anno. Non so che cosa farà esattamente Battaglia entro il mese di luglio: tutti, invece, sappiamo che in un anno il disavanzo ha sfondato il tetto dei 2 miliardi di euro, nonostante i goffi tentativi di retrodatazione al 2004 di transazioni e rinnovi contrattuali maturati nel 2005». E «perfino aumentando tutte le tasse possibili, non si va molto oltre la copertura del 30 per cento del disavanzo del 2005».