LA BATTAGLIA DEL GIORNALE

Erika Falone

Giardini di via Nicola Fabrizi, Quinto. Abbiamo vinto una battaglia, ma non la guerra. La battaglia vinta - quella che il Giornale ha portato avanti per due anni - è quella dei cancelli. Quella che si è conclusa con una associazione di cittadini residenti nel quartiere e genitori dei bambini che frequentano la scuola che sorge all'interno del piccolo parco, che hanno deciso di assumersi la responsabilità di chiudere ogni giorno i cancelli del giardino. Alla mattina, sono invece i dipendenti della scuola ad aprire i battenti. Abbandonata a se stessa - il Comune di Genova non era più in grado di gestirlo, né direttamente, né reinserendolo nel contratto della cooperativa che se ne occupava in precedenza - l'area verde che circonda la scuola elementare Fabrizi era diventata uno spazio troppo pericoloso per i bambini.
Dopo quasi due anni di «porte aperte», il giardino pubblico è tornato da gennaio a essere un luogo più pulito e più sicuro. Risolto il punto «cancelli», nella lista dei lavori urgenti figuravano molte altre voci. Alcune delle quali sono state soddisfatte: il giardinetto panchine nuove, il campetto sistemato e le aiuole messe in ordine.
Ma non basta, ancora non ci siamo. Adesso ci sarebbe la mensa da ampliare. La scuola - asilo infantile e scuola elementare - ospita circa trecento bambini. Che per ora, mangiano in aula. Un ampliamento della zona mensa permetterebbe ai bimbi di mangiare in un luogo differente da quello in cui seguono il regolare svolgimento delle lezioni.
«Un problema di certo minore rispetto al tappeto di siringhe e bottiglie di vetro che trovavamo ogni mattina quando i cancelli restavano aperti tutte le notti - spiega Salvatore Trotta, che sta seguendo i lavori di manutenzione straordinaria dei giardini di via Fabrizi -. Ma che comunque ci preoccupa molto. Soprattutto perché non ci sono fondi».
È proprio così: il preventivo per 90 metri quadrati di mensa a norma si aggira su cifre a quattro zeri.
E, contattata anche la circoscrizione Levante, alla quale la scuola si riferisce, si è concluso che i soldi non ci sono davvero. Per questo Salvatore Trotta, in accordo con la scuola, ha deciso di fare un appello alla Fondazione Carige: «Sappiamo che ha aiutato tante altre istituzioni - dice -, quindi abbiamo pensato di avanzare una richiesta perché contribuisca a realizzare questo progetto».
Ci sono ancora piccoli «tapulli». I marciapiedi da asfaltare (probabilmente subito dopo le vacanze di Pasqua), le aiuole da sistemare con muretti di legno contenitivi per il terriccio. Ma siccome si deve fare «di necessità virtù», visto che mancando i fondi, Salvatore ha pensato di attendere la fine di Euroflora, per «riciclare» piante e fiori smontate dagli allestimenti della manifestazione. E dare nuovi alberi e nuovi colori al piccolo giardino di via Fabrizi.
«Sono vent'anni che abito qui in zona - racconta Trotta - lo faccio volentieri, lo faccio soprattutto per i bambini. Ne ho visto crescere parecchi qui. E vorrei che continuassero a farlo nei migliori dei modi».
Il seguito alla prossima puntata.