La battaglia del Guardasigilli salva solo il premier indagato

De Magistris fermato quando stava per vagliare le telefonate del capo del governo. Il pm presenta ricorso alla Procura generale contro l'avocazione dell'inchiesta Why Not

Gian Marco Chiocci
Massimo Malpica
nostri inviati a Catanzaro

La notizia di giornata è che il sostituto procuratore Luigi De Magistris, «scippato» dell’inchiesta Why Not dove sono indagati Romano Prodi e Clemente Mastella, ha presentato ricorso alla Procura generale contro l’avocazione del fascicolo. La notizia della settimana, che a un po’ tutti è sfuggita per lo scontro fra il Pm catanzarese e il Guardasigilli, riguarda invece il presidente del Consiglio. Che con l’irruente intervento del pg di Catanzaro, e la trasmissione degli atti a Roma, può tirare un sospiro di sollievo. Nei suoi confronti, infatti, proprio in questi giorni il pm calabrese si apprestava a chiedere al Parlamento l’autorizzazione a utilizzare i tabulati telefonici (coperti da apposite guarentigie) per le conversazioni con alcuni dei principali indagati dell’inchiesta (Antonio Saladino e Piero Scarpellini) sul «comitato d’affari» radicato a San Marino e interessato all’accaparramento dei finanziamenti Ue.
Un passo fondamentale finalizzato a incrociare due circostanze parzialmente già riscontrate: da un lato i risultati del lavoro di un ex consulente della Banca d’Italia impegnato a scandagliare i flussi finanziari di alcune società rintracciate nel Titano, non ultimi quelli di una Spa con interessi all’estero il cui titolare, vicino all’entourage di Prodi, risulterebbe anch’esso indagato nell’inchiesta Why Not; in secondo luogo, le dichiarazioni del supertestimone Giuseppe Tursi Prato sulle asserite frequentazioni del premier con Antonio Saladino, il presunto «dominus» dell’associazione criminale «quando Prodi era a capo della commissione europea».
L’analisi delle 36mila chiamate sul telefonino del capo del governo esclude quelle effettuate dal giorno della vittoria dell’Ulivo (21 aprile 2006) ad oggi. Per quelle dal 2004 al 2006, quando Prodi non era ancora parlamentare, gli accertamenti sarebbero stati ultimati. Proprio in cerca di alcuni riscontri De Magistris aveva deciso di chiedere l’autorizzazione all’utilizzo dei tabulati «protetti». Sperando anche di fare definitivamente luce sul giallo del singolare peregrinare dell’apparecchio in uso a Prodi, utilizzato dallo stesso premier ricorrendo a una sim-card gsm intestata a una società monitorata nell’inchiesta Why Not.
Con le indagini su Romano Prodi (e Clemente Mastella) ormai avocate e avviate mestamente su un binario morto, il pm catanzarese è tornato a dire la sua. Come megafono ieri ha scelto i microfoni della trasmissione «Viva Voce» su Radio24: «Ho sempre lavorato nell’ombra e nel silenzio. Ma poi mi sono dovuto esporre per legittima difesa perché stavano accadendo fatti gravissimi nel silenzio assordante generale; credo che in questo momento occorra aspettare il Csm affinché decida in piena autonomia senza interferenze ma in tempi rapidi. Quanto all’avocazione dell’inchiesta da parte della Procura generale - ha tuonato - posso dire che in gioco ci sono i rapporti tra il potere esecutivo e la magistratura. Bisogna chiarire se il potere esecutivo può entrare a gamba tesa sull’autonomia e l’indipendenza dei giudici; con questa avocazione abbiamo fatto un passo indietro di 50 anni. Allora - ha insistito il pm - mi chiedo come mai il Procuratore generale non eserciti il potere di avocazione in tutti quei casi di centinaia e centinaia di fascicoli scaduti che si trovano nelle procure della Repubblica. La Procura generale dovrebbe attivare i suoi poteri di avocazione proprio in questi casi».
Intanto sul fronte caldissimo del Csm quest’oggi, in seduta straordinaria, si deciderà sulla sorte del fascicolo aperto nei mesi scorsi sulla procura calabrese e sull’eventuale audizione a Palazzo dei Marescialli del pm De Magistris. E mentre a Catanzaro arriverà presto il nuovo procuratore generale Enzo Iannelli, non appena Mastella darà il via libera alla proposta formulata dal Csm, i riflettori sono puntati sulla prossima puntata della trasmissione di Michele Santoro, Anno zero. L’ospite in studio sarà proprio il loquace De Magistris degli ultimi giorni. Mastella (e Prodi) sono avvisati.