La battaglia di Monza: la Cdl «spara» 130mila emendamenti

Il centrodestra pronto a stoppare il nuovo piano territoriale del sindaco ulivista Faglia

Marco Pirola

È la madre di tutte le battaglie politiche. Se non altro perché un piano regolatore a Monza manca dal lontano 1971, ma soprattutto perché dall’approvazione del nuovo Pgt dipende la credibilità della maggioranza di sinistra che governa Monza.
Una maggioranza che in questi ultimi anni sull’urbanistica ha fatto vedere «pochino». Anzi nulla. E che si è decisa a giocare l’asso a un anno dalle elezioni. Un braccio di ferro a cui la sinistra si presenta compatta in aula, ma con i numeri risicati, come dimostra la prima uscita di presentazione del nuovo Pgt andata buca per mancanza del numero legale.
Ma quello che va in scena in questi giorni in piazza Trento e Trieste sarà ricordato per un primato, destinato a entrare nel Guinness. Una valanga di emendamenti, oltre 136mila (gli esperti del centrodestra sono ancora al lavoro), presentati da un’opposizione unita per l’occasione. Un’autentica «fabbrica» che da giorni lavora per sfornare gli emendamenti. L’amministrazione mostra i muscoli e accelera i tempi proprio mentre la Regione ha votato il 4 luglio la modifica alla legge regionale che porta le salvaguardie del Prg da cinque a tre anni.
La Commissione urbanistica ha licenziato il Pgt e ora è approdato in consiglio. Delle cinque circoscrizioni solamente la 3, governata da una maggioranza affine alla giunta di centrosinistra, ha espresso parere favorevole, le altre non si sono pronunciate. In aula però sarà un’altra musica. Da mesi l’attuale maggioranza di sinistra che regge Monza non riesce a far approvare nulla dal consiglio comunale, inchiodata dall’ostruzionismo dei partiti d’opposizione. Così è stato per il piano urbano del traffico, fermo sepolto da una valanga di emendamenti, oltre mille, presentati da Forza Italia, Alleanza nazionale e Nuova Dc. Ora però sul Pgt la giunta Faglia ha deciso di accelerare. Calendarizzando una raffica di consigli comunali, ben 15 (altro record anche questo), uno dietro l’altro con l’obiettivo di arrivare all’approvazione a tappe forzate entro la fine dell’estate.
Tra i fondatori della «fabbrica degli emendamenti» c’è Rosella Panzeri, ex sindaco ed esponente della Nuova Dc. Dei 136mila, ben 107mila sono stati firmati da lei e da Dario Allevi, capogruppo di An. «Sapevamo dell’intenzione da parte della maggioranza di forzare i tempi e ci siamo premuniti - commenta Rosella Panzeri -. La fatica maggiore non è stata fare gli emendamenti ma firmarli. Una squadra ha lavorato e sta lavorando per noi. L’ostruzionismo? Ogni secondo fatto perdere a quest’amministrazione è un secondo guadagnato per la città».