Battaglia a sud La Nato elimina 170 talebani

da Kabul

Almeno 170 talebani e un soldato della coalizione internazionale (Isaf) sono morti nei combattimenti divampati tra martedì e ieri nel sud dell’Afghanistan. La spirale di violenza che sconvolge il Paese è al centro dei colloqui che il presidente afghano Hamid Karzai avrà con il presidente statunitense George W. Bush a New York, dove sono convenuti capi di Stato e di governo per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Teatro di uno dei combattimenti è stata la località di Musa Qala, nella provincia di Helmand, dove ieri decine di guerriglieri hanno sparato contro le forze afgane e della coalizione con mitragliatrici, granate rpg e proiettili di mortaio. Gli aerei e l’artiglieria della coalizione hanno bombardato le postazioni dei talebani e oltre 100 ribelli sono stati uccisi. Un militare della coalizione è rimasto ucciso e altri quattro feriti. Le loro nazionalità non sono state rese note.
I ribelli avevano conquistato Musa Qala in febbraio, quattro mesi dopo il ritiro delle truppe britanniche in seguito a un controverso accordo di pace che assegnò agli anziani afghani le responsabilità della sicurezza. Da allora Musa Qala è nelle mani dei combattenti talebani e per il suo controllo vi sono stati aspri scontri. Nella zona prospera la produzione dell’oppio.
Gli altri 70 guerriglieri sono stati uccisi nella vicina provincia di Uruzgan, dove, riferiscono fonti di Kabul, martedì sera un’ottantina di talebani armati con granate rpg e tiri di mortaio hanno aperto il fuoco su una pattuglia dell’Isaf vicino al villaggio di Kakrak. La battaglia si è protratta nella notte con l’intervento degli aerei e dell’artiglieria della coalizione, chiamati dal comandante del contingente attaccato. In mattinata si contavano almeno settanta cadaveri tra i talebani. Tre civili sono rimasti feriti dal fuoco incrociato. Nessun soldato afghano o della coalizione è stato colpito.
A Zhari, nella provincia di Kandahar, circa 400 abitanti di un villaggio hanno bloccato una strada per protestare contro la morte di due civili, padre e figlio, provocata dalle forze internazionali impegnate in un’operazione antiguerriglia.
Oltre 4.400 persone sono morte in violenze dall’inizio dell’anno in Afghanistan, il peggiore bilancio dal crollo, sotto le bombe americane, del regime talebano nel dicembre 2001.