Battaglia vinta. Ora Parigi e Londra sanno com’è Genova nel 2010

Caro Massimiliano,
mi riferisco alla visita che hai effettuato all'agenzia del turismo italiano della capitale francese, dove alla richiesta di una brochure della città di Genova, ti sei visto consegnare un impolverato depliant del 2004. Naturalmente coi prezzi dell'anno precedente e alla faccia della qualità e dell'interessamento certosino dei preposti regionali, assessore Angelo Berlangieri, in primis. Ma si sa che la colpa è sempre degli altri; cosa di cui non sono d'accordo e che mi dispiace un sacco sentire sempre le solite scuse.
Ebbene, caro Massimiliano, ho «quasi» buone notizie e queste mi sono appena arrivate per posta da Londra, ma anche nelle altre città del mondo dove è presente l'Enit, sembra che tutto vada, se non proprio bene, come dovrebbe o si vorrebbe; beh, almeno un po' meglio. Viva Gesù.
Chi ha fatto visita nell'Enit di Londra è un universitario genovese (Lorenzo Monte) che dopo essersi presentato in Princes Street 1, una simpatica stradina del centro londinese in un'altrettanto bel negozietto, ha richiesto in perfetto idioma anglosassone, il possibile per far eventualmente una visita nel capoluogo ligure e zone limitrofe. A parte delle incongruenze nel cartaceo di non grande peso e che non sto qui a dire poiché più che altro ti farebbero venire un gran bel sonno (cosette da tecnici del settore), «il cliente» ha ricevuto una bella «papiata» di brochure, cartine geografiche della città e della Provincia, nonché abbastanza «quasi» recenti. Riferisce inoltre, che la «nostra» città era posta in bella evidenza al centro degli scaffali. Bene, anche se si può far certo di meglio. Inoltre, il tam tam dei residenti, non solo italiani, che dall'estero «mi seguono» e m'informano tempestivamente, sta dando i suoi frutti. E sono anche buoni e maturi al punto giusto.
Mi dicono che anche a Parigi vada un po' meglio. E di questo prenditi pure una bella fetta di merito perché ti tocca d'autorità. Comunque queste «parziali» migliorie m'hanno fatto desistere dal fregarmene ed eccomi di nuovo ad incazzarmi non appena qualcosa non va bene nel turismo.
Sai il mio fegato!