Battello turistico affonda in Bahrain Almeno 50 i morti, molti occidentali

L’imbarcazione trasportava circa 150 passeggeri: decine di dispersi. Navi Usa in soccorso. Esclusa l’ipotesi di attentato

Da Manama

Un battello con a bordo 150 passeggeri - tra loro c’erano anche molti turisti occidentali - è affondato ieri notte al largo della costa del Bahrain, nel Golfo Persico. Le vittime sarebbero decine, i residenti che assistevano sulla spiaggia al recupero dei corpi ne avrebbero contato una cinquantina nelle prime ore dopo l’incidente. A tarda sera non si avevano notizie precise sulla nazionalità delle vittime. «Tra loro ci sono di certo cittadini inglesi», ha spiegato il ministero degli Esteri britannico. Le autorità dello stato mediorientale hanno assicurato che circa 70 passeggeri sono subito stati tratti in salvo, la ricerca dei dispersi è continuata per tutta la notte.
Non è ancora chiaro quali siano state le cause dell’affondamento. Tra le ipotesi c’è l’eccessivo carico della nave. Le autorità tendono invece ad escludere che si sia trattato di un attentato terroristico.
L'imbarcazione faceva la spola fra Manama e l'isola di Al Muharraq, dove si trova l'aeroporto internazionale del Bahrain. Il responsabile della Guardia costiera, colonnello Yussef al Ghatim, ha riferito che il naufragio è avvenuto intorno alle 21.45 locali, le 20.45 in Italia, presso il ponte Cheikh Kalifa ben Salman, uno dei tre che collegano la capitale all'isola.
Il battello si chiamava Le Banoosh, ed era un «dhow», la tipica imbarcazione di legno tradizionalmente usata dai pescatori della zona del Golfo. Secondo altre fonti l'imbarcazione trasportava anche 180 passeggeri: da qui l’ipotesi di un capovolgimento dovuto a un sovraccarico. L'agenzia Bna ha detto che 60-70 passeggeri sono stati tratti in salvo e condotti in ospedale subito dopo l’incidente. Un portavoce della marina statunitense ha aggiunto poi che sono salpati piccoli vascelli per prestare soccorsi. Con loro sono entrati in azione anche i sommozzatori e un elicottero militare per cercare di individuare e recuperate i passeggeri finiti in mare. Sulle cause, anche il portavoce americano ha precisato di non aver avuto indicazione che possa essersi trattato di un attacco terroristico.
L’incidente è avvenuto a poco più di un mese di un altro grave affondamento. Il 3 febbraio scorso un traghetto con a bordo 1.400 persone è stato inghiottito dalle acque del Mar Rosso. Si è trattato di uno dei più gravi incidenti marittimi mai avvenuti. A bordo del traghetto viaggiavano circa 1300 passeggeri. I morti alla fine sono stati più di mille.