Battenti, boom di turisti Ultimo rito di penitenza

Un successo inaspettato per la seconda edizione del millennio dei "Riti settennali di penitenza" in provincia di Benevento. Per assistere "all'ultimo rito di penitenza in Occidente" sono arrivate anche le telecamere di Al Jazeera

Benevento - La seconda edizione del terzo millennio dei "Riti Settennali di Penitenza" a Guardia Sanframondi (Benevento) ha attirato anche le telecamere di Al Jazeera venute a riprendere quello che l’ antropologo Marino Niola ha definito "il più grande e ultimo rito di penitenza in occidente". Con il rientro in chiesa della statua della Madonna dell’ Assunta si è conclusa la processione generale, che ha rappresentato il momento clou dei Riti. Circa 1300 sono stati i "battenti", che si sono percossi per penitenza, tra loro anche diverse donne.

Tremila in processione Altre tremila persone hanno fatto da figuranti inscenando i "Misteri", rappresentazioni sacre tratte dalla Bibbia, dalla vita dei Santi, dal catechismo e dalla storia della Chiesa, che hanno coinvolto giovani, anziani e bambini. Insieme a loro hanno sfilato i "battenti", penitenti incappucciati che indossano sai bianchi e si percuotono il petto, fino a farlo sanguinare, con una spugna di sughero da cui fuoriescono punte di spilli. Figuranti e "battenti" hanno dato vita alla processione percorrendo vicoli e vicoletti del centro storico di Guardia Sanframondi per oltre sette ore. Ad aiutarli anche decine di ’disciplinantì, incaricati di far rispettare il regolare svolgimento della processione, muniti di bottiglie di vino bianco che serve a bagnare le spugne irte di spilli per non far coagulare il sangue. Il rito penitenziale risale a quattro secoli fa, quando l’ immagine della Madonna Assunta cominciò a essere portata in processione in occasione di eventi calamitosi, come guerre e carestie. Dopo la seconda guerra mondiale, i Riti hanno assunto una cadenza settennale.

Il rito dei battenti: un successo Così da oltre mezzo secolo ogni sette anni la manifestazione richiama nel beneventano anche migliaia di emigrati, soprattutto da Usa, Australia e Germania. Oggi, sfidando il caldo torrido, circa 150 mila persone - - secondo stime degli organizzatori - hanno assistito alla processione, ripresa da numerose reti televisive estere. "Nelle ultime due settimane - dice il sindaco di Guardia Sanframondi, Floriano Panza - la nostra comunità si è quadruplicata con il ritorno degli emigrati che non hanno voluto mancare all’ appuntamento. Alcuni di loro tornano ogni sette anni anche per battersi". Un migliaio sono stati gli addetti all’ ordine pubblico impegnati, tra agenti di polizia, protezione civile, volontari, medici e paramedici. 130 sono stati gli interventi del 118 per malori di vario tipo, causati principalmente dal caldo intenso. Tre persone sono state ricoverate in ospedale. Qualcuno dei battenti è svenuto. Quando nel Santuario è risuonato il grido: "Fratelli, forza e coraggio. In nome di Maria, battetevi !" centinaia di penitenti hanno cominciato a percuotersi il petto con la spugna chiodata per dare inizio alla processione. Tra i presenti il critico d’arte Vittorio Sgarbi, parlamentari e autorità locali. Al termine dei riti la statua della Madonna è stata riposta nel santuario, dove sarà vegliata dai fedeli giorno e notte fino al 5 settembre quando verrà richiusa dietro una lastra di vetro per essere esposta nuovamente e portata in processione nel 2017.