Batterio killer, solo falsi allarmi in Italia Il ministro Fazio: "Rafforzati i controlli"

Rientrato l'allerta sul turista tedesco ricoverato a Merano: non era
E.Coli. L'autopsia esclude la presenza del batterio anche nella donna morta a Firenze con una gastroenterite acuta. Il ministro della Salute Fazio: "Abbiamo chiesto alla Germania verifiche sugli
imballaggi. Il batterio non arriverà in Italia"

Una donna di 62 anni è morta stanotte a Firenze, intorno alle 4.40, nella sua abitazione di Sesto Fiorentino (Firenze). Si era sospettato che il decesso potesse essere stato causato dal batterio killer, ma l’autopsia disposta dal pm ha escluso questa possibilità. Secondo quanto ricostruito, la donna ieri mattina è andata dalla guardia medica accusando forti dolori addominali; i sanitari le hanno diagnosticato una gastrointerite acuta e l’hanno dimessa. Stanotte si è sentita male e alcune vicine di casa (la vittima viveva da sola) hanno chiamato il 118. I sanitari hanno constatato il decesso dell’anziana e hanno allertato i carabinieri, che a loro volta hanno informato dell’accaduto il pm di turno.

Rientrato l'allarme sul turista tedesco  Intanto, quello che sembrava essere il primo caso sospetto di batterio Escherichia Coli in Italia si è rivelato un falso allarme. Infatti, la direzione sanitaria dell'ospedale di Merano, dove un turista tedesco era stato ricoverato accusando dolori intestinali, ha negato che si trattasse del batterio killer E.Coli. La direttrice del distretto sanitario dell’ospedale di Bolzano, Irene Pechlaner ha riferito che si trattava soltanto di un'influenza gastro-intestinale, che già circolava a Merano.

Dopo le 18 vittime causate dall'epidemia del batterio, l'allarme aumenta. Nonostante le rassicurazioni del ministro della Salute Fazio che ha annunciato di aver chiesto al governo tedesco di condurre delle verifiche sugli imballaggi degli alimenti. "Il veicolo del batterio è ancora sotto studio - ha detto Fazio - abbiamo chiesto alla Germania di fare indagini specifiche sulle forme di confezionamento perché sembrerebbe più trasversale che non riferito ad un singolo alimento". Il riferimento del ministro è al fatto che il batterio che ha provocato diversi morti in Germania è stato isolato in cibi diversi tra loro e dunque non solo cetrioli e verdure.

Fazio: tutto sotto controllo Il governo comunque resta tranquillo e prosegue con le raccomandazioni. "Voglio ribadire che i nostri cibi e le nostre verdure sono sicuri - ha aggiunto Fazio -, laviamo sempre i cibi e le mani, dovremmo sempre farlo. Comunque non abbiamo problemi, la nostra sanità è sotto controllo, le nostre strutture sono allertate". Il ministro poi però non esclude la possibilità che ci siano italiani contagiati: "Se prima o poi ci sarà qualche italiano che è stato nella zona di Amburgo - ha detto - e che avrà la malattia non ci dovremo stupire. Comunque è una malattia circoscritta ad una zona, come avvenuto con altre malattie in passato". Sulla tipologia del batterio il ministro ha spiegato che non è una mutazione: "Si tratta di una normale ricombinazione di batteri che formano forme nuove che hanno più tossicità mentre noi abbiamo meno anticorpi".

Nessun batterio sul salame di cervo Il ministero della Salute comunica che sono risultati negativi gli esami per verificare la presenza del cosiddetto batterio killer sui campioni di salame di cervo, prelevati ieri in Toscana, in seguito a un’allerta comunitaria inviata dall’Austria. Il campione è stato esaminato dal Laboratorio Nazionale di Riferimento per E.coli dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma ed è risultato negativo per presenza di Escherichia coli produttore di verocitotossina  

Coldiretti: risarcimento danni per Italia L'Italia deve chiedere risarcimenti alle autorità europee per i danni economici subiti in seguito all’allarme "batterio killer", danni che avrebbero già raggiunto i 25 milioni di euro: lo sostiene Sergio Marini, il presidente della Coldiretti, che ha organizzato iniziative antipanico con la distribuzione da parte degli agricoltori di cetrioli e altra frutta e verdura Made in Italy a chilometri zero in varie zone di sosta delle autostrade italiane. ll divieto alle esportazioni in Russia dove l'Italia spedisce ortaggi e legumi freschi per un importo di 4,4 milioni di euro all’anno è solo l`ultimo effetto della approssimazione nella gestione dell’emergenza che - ha sostenuto Marini - ha provocato un crollo nei consumi in tutta Europa e che ha colpito ingiustamente anche le produzioni nazionali di ortofrutta con perdite che hanno raggiunto i 25 milioni di euro. L'Italia - ha continuato Marini - è il principale produttore di frutta e verdura dell`Unione Europea con un valore complessivo delle esportazioni che ha raggiunto nel 2010 l’importo di 4,1 miliardi di euro messi ora a rischio dai ritardi accumulati nell`affrontare l`emergenza. 

Oms: 13 Paesi colpiti Intanto anche gli Stati Uniti hanno iniziato a ispezionare tutti i cetrioli, la lattuga e i pomodori di importazione dalla Germania e dalla Spagna per far fronte all’epidemia del batterio killer che ha fatto registrare nel Paese sei casi sospetti. Lo ha reso noto il direttore delle operazioni regionali della Food and Drug Administration, David Elder. E per l'Oms sono in tutto 13 i Paesi dove sono stati accertati casi di di sindrome emolitico-uremica (Seu) e di Escherichia Coli Enteroemorragico (Ehec), per un totale di 1.836, 103 dei quali al di fuori della Germania.