«Per batterli ci vuole un miracolo»

Guidolin: «Ma noi non abbiamo nulla da perdere». Zamparini: «Scudetto? Ne parliamo solo se vinciamo con tre gol di scarto»

da Palermo

Zamparini evita gli onori di casa. Lascia il benvenuto nel libro del bon ton altrui. Soprattutto nei confronti di Mancini. «Guidolin per me è meglio di Mancini. Al tecnico dell'Inter preferisco pure Spalletti. Considero il nostro un allenatore di assoluto livello, spero che rimanga con noi il più a lungo possibile. Mancini si trova al comando della classifica solo perché dispone di una rosa formidabile, dalla quale poter attingere a piene mani e in ogni ruolo. E poi, soprattutto nelle ultime due partite, l'Inter è stata molto fortunata».
Così il presidente del Palermo introduce la sfida di stasera. Il patron, nel corso di un blitz a Palermo, ha voluto incontrare tecnici e giocatori. Poi si è fermato a parlare con i giornalisti, scatenando la sua irrefrenabile chiacchiera e ammettendo che la sfida con l'Inter è la partità più importante della stagione. «Tengo tantissimo a vincere sebbene ci troveremo di fronte una squadra eccezionale, davvero straordinaria. Se il Palermo dovesse vincere con almeno tre gol di scarto, allora si potrebbe parlare di scudetto».
Francesco Guidolin ha tutt’altra faccia, sente la tensione e la grande attesa di Palermo e del Palermo. Un volto senza sorriso che tradisce la tensione. Spiega: «È una partita difficile, spero solo che la squadra sia pronta per affrontarla. Non credo che il Palermo non abbia nulla da perdere, perché tutte le partite sono importanti. Però non considero questa una sfida-scudetto».
Profilo basso, tipico di Guidolin. Forse un po’ meno per la città. Ma l’allenatore ha una sua idea sulla questione scudetto. «Penso che per vincere gli scudetti, o comunque per ottenere in generale determinati successi, occorrono nervi saldi, serenità interiore. E per battere l'Inter ci vuole un miracolo».
Anche sul concetto di partita importante, Guidolin ha una sua personalissima teoria. «Le partite importanti - spiega - sono gli spareggi, quelle che assegnano le coppe, che decidono una semifinale, tanto per fare degli esempi. Per questo motivo il match di domani può essere considerato importante solo fino a un certo punto».
L'allenatore del Palermo non ha ancora deciso (o comunque fa capire di essere in bilico su qualche scelta) la formazione da opporre ai nerazzurri. Sono due le strategie che potrebbero orientarlo: una, più spregiudicata, che prevede l'inserimento di un giocatore con caratteristiche più offensive (Brienza o Caracciolo) alle spalle del brasiliano Amauri; l'altra, sicuramente più prudente, che presuppone la presenza in campo di un elemento in grado di garantire maggiore copertura (Mark Bresciano) e di agire in modo dinamico ed efficace fra la linea di centrocampo e quella d'attacco.
A prescindere da chi sarà il partner di Amauri, di certo Guidolin punterà su un centrocampo a cinque e su una difesa a tre, davanti al portiere Fontana che con Mancini ha un conto aperto. Il Palermo nelle ultime partite ha migliorato le sue prestazioni difensive grazie anche al gerovital di questo nonnetto calcistico (39 anni) che non molla mai e non dimentica quella porta che Mancini gli ha sbattuto in faccia dopo un famoso j’accuse.