Battiato va in scena con la Royal Orchestra

Chiara Campo

Sarà presentato ufficialmente il 30 novembre, ma nel calendario degli Arcimboldi, preannuncia già il sindaco Gabriele Albertini, «troverete sorprese interessanti». La Fondazione del teatro è in fase di avvio, e il nuovo direttore artistico Paolo Arcà, che sta mettendo a punto la programmazione «semestrale», anticipa il sindaco, «accanto a spettacoli di élite ne presenterà altri di genere divulgativo e popolare».
A riaccendere le luci sul teatro della Bicocca sarà lunedì, alle ore 21, il concerto di Franco Battiato con la Royal Philharmonic Orchestra di Londra a favore del Fondo per l’ambiente italiano, un incontro tra musica sinfonica e leggera che si ripete per la seconda volta dopo lo straordinario successo dell’anno scorso a Roma.
Ad aprire lo spettacolo, realizzato con il contributo di Bnp Paribas, Alcatel e Università Iulm, e già quasi tutto esaurito, sarà Come away death, «che - spiega il cantante - compare anche nei titoli di testa del mio ultimo film Musikanten». La «spina dorsale» del concerto, anticipa Battiato, «sarà il repertorio classico», ci saranno rivisitazioni di Brahms e Beethoven, intervallate da brani più conosciuti dell’artista, da La porta dello spavento supremo a La culla. Per l’occasione, il Comune metterà a disposizione un servizio di navette da piazza Duomo al teatro, con partenza dalle 19.30 e ogni dieci minuti (il ritorno sarà alle 23.30).
Il ricavato della serata, ha ricordato Albertini, «sarà utilizzato per sensibilizzare l’opinione pubblica e portare vanti gli interventi di restauro di cui necessitano tante nostre testimonianze artistiche». A far da cornice, gli Arcimboldi, «un luogo che propone un tipo di spettacolo capace di coniugare qualità elevata e sperimentazione, potenziando l’offerta e aprendosi a un pubblico sempre più vasto e giovane». Il presidente del Fai, Giulia Maria Mozzoni Crespi, ritiene che il giovane teatro nato per ospitare la stagione della Scala mentre il Piermarini era chiuso per le ristrutturazioni «vada ora sostenuto perché, con una gestione manageriale, può diventare una grande risorsa per la città, gli Arcimboldi sono entrati nel cuore dei milanesi, e non sono così lontani. Certo, ci vogliono i danè. Peccato che per arte e cultura se ne vedano pochi, e quest’anno lo stanziamento del Ministero dei Beni culturali è il minimo storico, lo 0,16 per cento».
Franco Battiato ha rincarato la dose: «Dieci anni fa, facendo una correlazione tra la cultura francese e quella italiana, si diceva che Parigi spendeva 15mila miliardi, Roma appena 500... Non è la differenza tra Milano e Sesto san Giovanni, ma tra due capitali europee».