Battisti, il Brasile lascia in galera l'ex terrorista

Il Brasile inizia la retromarcia? Ieri sulla stampa locale l'ex ministro degli esteri ha dato per certa la vittoria dell'Italia al tribunale dell'Aja. Oggi il presidente del Supremo tribunale federale ha respinto l'istanza dei legali di Cesare Battisti che ne chiedevano la scarcerazione. I suoi avvocati: "Tenerlo in prigione è come un golpe"

Brasilia - Cezar Peluso, presidente del Supremo Tribunale Federale, brasiliano ha respinto l’istanza dei legali di Cesare Battisti che ne chiedevano la scarcerazione dopo il no all’estradizione deciso dall’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva. Lo riferisce il sito web del brasiliano Terra. Peluzo ha spiegato che gli avvocati dell’ex terrorista rosso condannato in Italia all’ergastolo per 4 omicidi non hanno fornito alcun elemento nuovo per sostenere che Battisti sarebbe perseguitato se fosse estradato in Italia. Peluso ha rinviato ogni decisione a Gilmar Mendes, giudice del Stf e relatore sul caso Battisti, che non potrà esprimersi fino al primo febbraio, all’apertura dell’anno giudiziario brasiliano al termine delle ferie che in Brasile cadono a gennaio. Sia Peluso che Mendes conoscono bene il dossier e a novembre del 2009 votarono entrambi con la maggioranza dei giudici del Stf a favore dell’estradizione di Battisti. Parere ribaltato da Lula nel suo ultimo giorno da presidente, forte di un parere dell’Avvocatura Generale dello Stato, organo governativo non indipendente a differenza del Stf.

I legali di Battisti: "Come un golpe" La decisione "individuale" del presidente del Supremo Tribunal Federal del Brasile, Cezar Peluso, di non liberare Cesare Battisti rappresenta "una specie di colpo di Stato": lo afferma in una nota il legale dell’ex terrorista rosso, Luis Roberto Barroso. La misura decisa "dall’eminente presidente" dell’Alta Corte viola le decisioni dell’ex presidente Lula, che lo scorso 31 dicembre ha detto ’nò all’estradizione in Italia, "del Supremo Tribunal Federal e il principio della separazione dei poteri in uno Stato democratico di diritto", afferma nel comunicato Barroso.