Battisti, estradizione sempre più vicina

Il presidente brasiliano, Luis Inacio Lula da Silva, «deve rispettare l’accordo bilaterale di estradizione firmato con l’Italia». Ad affermarlo è il Tribunale supremo federale brasiliano che ha ratificato la richiesta di estradizione di Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo (Pac), condannato in Italia all’ergastolo per quattro omicidi. La Corte ha confermato la sua decisione del 18 novembre, quando l’estradizione era stata decisa da cinque magistrati contro quattro Secondo quanto riferito da O Globo, i supremi giudici hanno ribadito che a Lula spetta l’ultima parola sull’estradizione di Battisti. Ma per la stampa brasiliana, è difficile che a questo punto il presidente brasiliano decida di concedergli lo status di rifugiato politico, annullando la decisione dell’alta corte.
Battisti, 54 anni, è stato condannato alla fine degli anni Settanta in Italia per quattro omicidi commessi quando era membro dei «Proletari armati per il comunismo». L’ex-militante di estrema sinistra negli anni Ottanta si era rifugiato in Francia per poi fuggire in Brasile nell’agosto del 2004 sotto falsa identità per sfuggire all’estradizione in Italia. Arrestato nel 2007 a Rio de Janeiro, è da allora in carcere a Brasilia.