Battisti, Fini contro il Brasile: "E' inaccettabile"

Posizione ufficiale del presidente della Camera che, come il presidente Napolitano, chiede al suo omologo di rivedere tutto il caso che riguarda l'ex terrorista a cui il Brasile ha concesso lo status di rifugiato politico: "Motivazioni fornite inaccettabili". il ministro Genro: "Applicata la legge"

Roma - Fini tocca il tempo al Brasile. Il presidente della Camera, scrive al suo omologo brasiliano per esprimere "grande sorpresa e forte rammarico" per la recente decisione del ministro della Giustizia, Tarso Genro, di concedere lo status di rifugiato a Cesare Battisti. La terza carica dello Stato, dopo la lettera con cui il capo dello
Stato esprimeva "stupore e rammarico" al suo omologo brasiliano per la decisione di concedere all’ex militante della lotta armata e oggi
scrittore Cesare Battisti lo status di rifugiato politico, oggi anche il presidente della Camera ha preso carta e penna per chiedere al Brasile di ripensarci. Fini definisce le motivazioni della decisione "inaccettabili" e confida in un "riesame più oggettivo e sereno del caso, in modo da pervenire a una decisione più equa e fondata". "Mi rivolgo a lei - scrive Fini nella lettera ad Arlindo Chinaglia, presidente della Camera dei deputati del Brasile - alla sua sensibilità e alla sua origine italiana, per esprimerle grande sorpresa e forte rammarico, sentimenti condivisi da tutte le forze politiche rappresentate alla Camera dei deputati, per la recente decisione del ministro della Giustizia, Tarso Genro, di concedere lo status di rifugiato a Cesare Battisti, già giudicato e riconosciuto colpevole di più omicidi dalla magistratura italiana, dalla magistratura francese e dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo".

Estradizione bloccata "La Camera, come l’opinione pubblica italiana - prosegue Fini - è rimasta molto perplessa e sconcertata per il fatto che, nel bloccare di fatto l’estradizione, la decisione del ministro della Giustizia conceda al Battisti lo status di rifugiato, con motivazioni, tra cui quella di 'fondati timori di persecuzioni' al rientro in Italia, francamente inaccettabili per un Paese profondamente democratico e di grandi tradizioni giuridiche, quale è l’Italia".

Riesaminare la decisione "Duole inoltre notare che, con il provvedimento in questione, il Brasile è oggi l’unico Paese al mondo a riconoscere lo status di rifugiato a un nostro connazionale. Anche a nome dell’intera Camera - conclude Fini - desidero esprimere quindi l’auspicio, nel pieno rispetto delle regole e delle procedure brasiliane, che le competenti autorità del suo Paese possano procedere quanto prima a un riesame più oggettivo e sereno del caso, in modo da pervenire a una decisione più equa e fondata, che consenta la consegna all’Italia di un cittadino che si è macchiato dei delitti più odiosi".

Il ministro Genro: "Applicata la legge" Il ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, commentando l’espressione di "stupore" del presidente italiano Giorgio napolitano, ha detto che "abbiamo applicato correttamente la legge, così come l’Italia fece con Salvatore Cacciola". In un'intervista al quotidiano online Folha de Sao Paulo, Genro ha difeso la decisione di concedere asilo politico al terrorista Cesare battisti, citando il caso dell’ex banchiere condannato in Brasile per presunti reati finanziari e che l’Italia si rifiutò di estradare. Cacciola si rifugiò in Italia nel 2000 forte della doppia cittadinanza e del passaporto italiano, elementi che ne impedivano l’estradizione. L’ex banchiere fu poi arrestato dall’Interpol nel Principato di Monaco e estradato in Brasile.